Carpentieri apre il Campania Teatro Festival: Beckett e Pinter per una lezione di memoria e potere

Domani al Mercadante il debutto dell’edizione 2026: Renato Carpentieri protagonista del progetto di Roberto Andò tra le inquietudini di Samuel Beckett e la feroce ironia di Harold Pinter

IL FESTIVAL PARTE DA UN MAESTRO DELLA SCENA

Sarà il volto e la voce di uno dei più grandi interpreti del teatro italiano ad inaugurare il Campania Teatro Festival 2026.

Il sipario si alzerà domani, 12 giugno al Teatro Mercadante con Renato Carpentieri, protagonista assoluto di un intenso viaggio teatrale firmato da Roberto Andò, che mette in dialogo due giganti della drammaturgia del Novecento: Samuel Beckett e Harold Pinter.

In scena il celebre “L’ultimo nastro di Krapp” e “Press Conference”, due opere diverse ma unite da un filo profondo: il rapporto tra memoria, linguaggio e potere.


BECKETT E IL DIALOGO CON IL TEMPO PERDUTO

Nel capolavoro di Beckett il protagonista si confronta con la propria voce registrata decenni prima.

Un uomo anziano ascolta se stesso da giovane.

Un dialogo impossibile e struggente che diventa riflessione sul tempo che passa, sulle occasioni perdute e sulla fragilità della memoria.

La parola si trasforma in archivio dell’esistenza, mentre il passato ritorna come presenza inquieta e ineludibile.


PINTER E LA MANIPOLAZIONE DELLA VERITÀ

Se Beckett guarda dentro l’anima, Pinter osserva i meccanismi del potere.

In “Press Conference” la scena si sposta dalla dimensione privata a quella pubblica.

Attraverso il sarcasmo e la sua celebre scrittura tagliente, il drammaturgo britannico mette a nudo le ambiguità del linguaggio politico, la manipolazione della verità e il controllo esercitato attraverso le parole.

Una satira che conserva una sorprendente attualità.


DUE TESTI, UN UNICO RACCONTO

Per Roberto Andò non si tratta di un semplice accostamento tra due opere.

Il regista interpreta il testo di Pinter come una sorta di dedica ideale a Beckett, un’epigrafe teatrale capace di amplificare i significati dell’opera principale.

Ne nasce così un unico racconto sulla responsabilità della parola e sul rapporto tra l’uomo, il tempo e il potere.


UNA PRODUZIONE DESTINATA A VIAGGIARE

Accanto a Renato Carpentieri sarà in scena anche Agostino Cossia, nel ruolo del bambino.

Lo spettacolo è una produzione del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e della Fondazione Campania dei Festival.

Dopo il debutto al Mercadante, l’opera tornerà a Napoli il prossimo ottobre per inaugurare la stagione del Teatro Nazionale prima di una tournée che toccherà importanti città italiane come Milano, Roma, Genova e Torino.