Blitz dei carabinieri su ordine della Dda di Napoli: in manette due presunti affiliati all’organizzazione “Eiye”. Contestati reati aggravati dal metodo mafioso, tra cui sequestro di persona a scopo di estorsione.
Nuovo colpo alla mafia nigeriana in Campania, questa volta a Casal di Principe, dove i carabinieri hanno arrestato due cittadini nigeriani ritenuti esponenti di primo piano del gruppo criminale “Eiye”, attivo sul territorio casertano con modalità mafiose. L’operazione è stata eseguita in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia .
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due indagati sono gravemente indiziati di una serie di reati che vanno dal sequestro di persona a scopo di estorsione alla rapina, dalle lesioni personali alla violenza privata, tutti aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso, elemento che ha determinato il coinvolgimento della Dda partenopea .
Al centro dell’inchiesta un episodio particolarmente efferato: la presunta segregazione di un connazionale, tenuto sotto minaccia e violenza per costringerlo a versare denaro. Gli indagati avrebbero chiesto alla famiglia della vittima, residente in Nigeria, il pagamento di un riscatto di circa 1.500 euro, utilizzando intimidazioni e pressioni psicologiche per impedirgli di rivolgersi alle forze dell’ordine .
L’indagine si inserisce in un filone investigativo avviato già nel 2022, che ha permesso di far luce sulla presenza strutturata dell’organizzazione “Eiye” nel Casertano. Secondo gli inquirenti, il sodalizio avrebbe progressivamente imposto il proprio controllo su una parte della comunità nigeriana locale, replicando schemi tipici delle mafie tradizionali: gerarchie rigide, violenza sistematica e assoggettamento del territorio .
L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura sul fenomeno delle mafie straniere, sempre più radicate in alcune aree della Campania e capaci di interagire, direttamente o indirettamente, con la criminalità organizzata autoctona.
Le indagini proseguono per individuare eventuali altri affiliati e ricostruire l’intera rete di interessi del gruppo sul territorio.












