Una nuova stangata si abbatte su migliaia di famiglie napoletane che vivono negli alloggi popolari. A partire da maggio entreranno infatti in vigore i nuovi canoni di locazione per le case Erp del Comune di Napoli, con aumenti che in alcuni casi potranno arrivare fino a oltre 280 euro al mese. A luglio, inoltre, sono previsti i bollettini di conguaglio per i 16 mesi arretrati, con richieste che per la maggior parte degli inquilini oscilleranno tra i 100 e i 500 euro, ma che in situazioni particolari potranno toccare cifre ben più elevate.
Il nuovo sistema tariffario, approvato dalla Regione Campania e operativo dal gennaio 2025 ma finora non ancora applicato, coinvolgerà circa 18.786 nuclei familiari. Gli aumenti interesseranno l’83% degli inquilini, anche se per quasi la metà delle famiglie l’incremento medio sarà contenuto, intorno ai 9 euro mensili. Restano però fasce più colpite, con rincari progressivamente più pesanti che potranno incidere in modo significativo sui bilanci familiari.
In estate la stangata
A pesare ulteriormente sarà il conguaglio retroattivo relativo al periodo compreso tra gennaio 2025 e aprile 2026. Migliaia di famiglie riceveranno in estate avvisi di pagamento una tantum, proprio a ridosso delle vacanze, con importi variabili in base alla situazione reddituale e alla corretta presentazione della documentazione Isee.
Le situazioni più critiche riguardano chi non ha aggiornato la Dsu o presenta anomalie nei dati fiscali: in questi casi i canoni potrebbero aumentare fino al 369%, con punte superiori ai 280 euro mensili e conguagli che, in casi estremi, potrebbero arrivare fino a 20mila euro.
La denuncia
I sindacati degli inquilini contestano duramente il provvedimento, denunciando il mancato aggiornamento di parametri fondamentali come lo stato di manutenzione degli immobili e il degrado delle zone, elementi che inciderebbero sul calcolo reale dei canoni. Una questione che riapre il dibattito sulle politiche abitative e sul peso economico crescente per migliaia di famiglie già fragili.
Per molti, dunque, l’estate si aprirà con una nuova pressione economica, tra aumenti mensili e arretrati, in uno scenario che rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà sociali nelle periferie cittadine.












