Caserta cuore d’acciaio: Perugino guida la nuova generazione d’oro della boxe italiana

di Silver Mele

Nella Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Caserta il pugilato non è soltanto uno sport: è una promessa mantenuta. È un patto di disciplina, identità e futuro. Qui, tra sacchi che risuonano e passi che imparano a diventare danza, la boxe torna ad essere quella “nobile arte” che forma prima gli uomini e poi gli atleti.

E se oggi Caserta è tornata a pulsare al ritmo del ring, è anche grazie a lui: Giuseppe Perugino, l’uomo che custodisce una dinastia. Il nonno, il papà Prisco, gli zii: generazioni di pugili, generazioni di battaglie. Una leggenda tramandata come si tramanda un segreto di famiglia. Peppe quella eredità non l’ha mai indossata come un peso: l’ha trasformata in vocazione. Ed è così che, passo dopo passo, è diventato uno dei tecnici più promettenti d’Italia, presenza stabile nello staff azzurro accanto a un monumento vivente come Clemente Russo, con cui ha creato un’intesa fatta di stima, metodo e fuoco agonistico.

Alla presenza del questore Andrea Grassi e della direttrice Adele Monaco, la Scuola ha celebrato un anno che sembra già un capitolo di storia. Perché i risultati contano, certo, ma qui ogni medaglia ha un volto, una ferita, un abbraccio. Ha un maestro che ci crede prima ancora che ci creda l’allievo.

E allora i nomi brillano, uno dopo l’altro.

Francesco Di Spazio, 65 kg, Campione Italiano Under 19: pugni sicuri, testa alta, la maturità di chi ha già scelto chi vuole diventare.
Valentina Mirto, 54 kg, bronzo che somiglia a una scintilla pronta a trasformarsi in incendio.
Francesco Savarese e Giuseppe Raffaele, guerrieri silenziosi che combattono ogni giorno due volte: sul ring e nello specchio.

E poi la freschezza, il futuro che avanza con passo leggero ma deciso:
Christian Mastroianni e Vincenzo Sodano, argenti splendenti negli Under 15;
Giulia D’Angelo, bronzo Under 17;
Vincenzo Viola, bronzo europeo, la prova che anche dall’angolo più periferico può nascere un talento capace di parlare al continente.

In totale sei medaglie, ma il numero non racconta tutto. Ciò che racconta davvero è l’atmosfera: un gruppo che si stringe, che cade e si rialza, che trova nella boxe una forma di appartenenza e nella Scuola Agenti un luogo in cui sentirsi protetti e responsabilizzati.

Perugino li guarda crescere uno alla volta, sapendo bene da dove arrivano e ancora meglio dove possono arrivare. Perché qui la vittoria non è un podio: è la scelta quotidiana di diventare migliori, dentro e fuori dal ring. È la costruzione di una cultura della legalità che passa attraverso la fatica, la lealtà e il rispetto.

Caserta è tornata centrale.
Caserta è tornata boxe.
Caserta è tornata futuro.

E questa, più di ogni medaglia, è la vittoria più grande.