Le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia ricostruiscono un quadro molto più ampio, che parte dalla formazione del consenso elettorale e arriva fino alla gestione degli uffici comunali, passando per urbanistica, polizia municipale e rapporti con il mondo dello sport.
Un impianto molto ampio che, accanto alle contestazioni amministrative, contiene valutazioni che investono anche il piano politico e sociale della città. Per la Commissione, l’amministrazione guidata da Luigi Vicinanza non avrebbe realizzato quella discontinuità necessaria dopo il precedente scioglimento.
La questione voti
Il primo rilievo riguarda il consenso raccolto in quartieri come Scanzano e Ponte Persica, storiche aree d’influenza dei clan D’Alessandro e Cesarano. A questo si aggiungono rapporti di parentela, frequentazioni, relazioni professionali e societarie che, secondo gli ispettori, dimostrerebbero la permeabilità dell’ente. Nel mirino finiscono anche consiglieri, candidati non eletti, presentatori di lista e gli scrutinatori nominati per i referendum del 2025, tra i quali sarebbero stati designati soggetti pregiudicati o con legami familiari con persone controindicate ai fini antimafia.
La questione apparato informatico
Sul fronte amministrativo, la relazione descrive una macchina comunale priva di adeguati controlli. Il protocollo informatico sarebbe stato svuotato della sua funzione perché diversi dirigenti condividevano le credenziali di accesso con collaboratori, rendendo impossibile ricostruire chi avesse materialmente gestito gli atti.
La questione Ufficio Tecnico
Pesanti anche i rilievi sull’Ufficio Tecnico, dove vengono contestati affidamenti diretti per circa 20 milioni di euro, ricorso agli accordi quadro, controlli antimafia tardivi e anomalie in procedure riguardanti raccolta differenziata, refezione scolastica, servizi funebri, spiaggia libera e patrimonio comunale.
La questione Juve Stabia
Un capitolo è dedicato infine alla Juve Stabia, allo stadio Romeo Menti e ai rapporti tra il Comune e il mondo dello sport, con particolare attenzione agli accrediti, ai biglietti omaggio e alla festa per la promozione del maggio 2025, durante la quale erano presenti sul palco persone ritenute vicine ad ambienti criminali.
La conclusione dei commissari è che il Comune non avrebbe costruito gli anticorpi necessari dopo il precedente commissariamento.












