di Italia Mele
Pedro Sánchez è nato a Madrid il 29 febbraio del 1972 ed è il Primo Ministro del regno spagnolo.
Oggi il leader iberico è al centro di tutte le copertine per la sua posizione nei confronti della guerra in Iran, le accuse e le minacce di ritorsioni economiche fatte da Trump e la sua risposta:
«La Spagna non sarà complice della guerra in Iran: è così che iniziano i disastri dell’umanità. Non siamo con gli ayatollah, ma con la pace»
Per la quale ha ottenuto il sostegno de l’UE e Macron.
I risultati più che positivi ottenuti in Spagna:
Mentre molte economie europee arrancano, quella spagnola continua a correre.
Nel 2023 il Pil è cresciuto del 2,7 per cento, nel 2024 del 3,5 per cento, e il 2025 ha chiudo con un +2,9 per cento.
Numeri che non si vedono in nessun’altra grande economia dell’Unione, soprattutto se comparati allo “zero virgola” di Italia e Germania.
il confronto con l’Italia è impietoso:
La Spagna è riuscita a trasformare la nuova occupazione in una crescita concreta,
tanto che oggi l’economia spagnola rappresenta da sola il 40 per cento dell’aumento del Pil dell’intera area euro.
E con 22 milioni di persone impiegate, ha raggiunto il record storico di sempre.
La sintesi del premier che analizza la propria linea politica :
«Il successo della Spagna rappresenta una sconfessione totale delle ideologie neoliberiste predominanti in molti governi europei e occidentali».
La fiducia degli italiani:
Nonostante le scelte elettorali del popolo italiano( che ha voluto un governo di destra) dimostrino il contrario, Sánchez secondo il CENSIS
è al secondo posto tra i leader europei che godono della maggiore fiducia degli italiani,
con un sorprendente 44,9 per cento, dietro solo a Papa Leone XIV.
Politica estera:
Sánchez è stato una voce chiara nei confronti delle derive muscolari della politica globale:
ha respinto gli ultimatum di Donald Trump.
ha ingaggiato una battaglia per i diritti digitali, costringendo Meta a rispondere sulle violazioni di privacy.
È stato tra i primi leader a definire «genocidio» quanto accaduto a Gaza, interrompendo i rapporti con il governo Netanyahu e chiedendo all’Europa di riconsiderare l’accordo di cooperazione con Tel Aviv.
Il suo governo ha difeso con coerenza i diritti civili, in particolare quelli della comunità Lgbtq+.
ha sostenuto l’integrazione europea, chiedendo una maggiore condivisione di sovranità.
Ha ampliato i flussi migratori regolari, ben consapevole dell’invecchiamento della popolazione
e ha investito seriamente nella transizione energetica,
portando la Spagna ad avere tra le bollette più basse in Europa grazie alla forza combinata di sole e vento.
E oggi tra un Merz che in conferenza stampa siede al fianco di Trump ed una Meloni che galleggia non prendendo posizione
Pedro Sánchez non appare soltanto un leader capace ma un punto di riferimento in Europa.












