Giornata nera per gli azzurri, ma il vero terremoto arriva da Novak Djokovic: domina il primo set contro Tirante, poi accusa un malore, vomita durante il medical time-out e perde la partita. Fuori anche Berrettini e Darderi. Zverev invece rimonta Norrie e sopravvive
Cincinnati perde pezzi pesanti.
E perde soprattutto Novak Djokovic, protagonista di uno dei momenti più sorprendenti della giornata. Il serbo parte dominando Thiago Tirante, sembra avviato verso una vittoria senza particolari problemi, poi il suo corpo presenta il conto. Un malore lo costringe a chiedere l’intervento medico: durante il medical time-out Djokovic vomita su un asciugamano e appare in evidente difficoltà.
Da quel momento la partita cambia volto.
L’argentino ne approfitta, rimonta e chiude con due set consecutivi da 6-4 6-4, completando una delle vittorie più importanti della sua carriera.
Una scena che lascia il torneo senza uno dei suoi protagonisti più attesi e che aggiunge un altro interrogativo alla vigilia dello US Open.
Djokovic, il corpo dice stop: domina e poi crolla
Per un set, Djokovic sembra semplicemente Djokovic.
Il serbo impone ritmo, profondità e qualità dello scambio, mentre Tirante fatica a trovare una soluzione. Il primo set è un monologo: 6-2.
Poi qualcosa cambia.
Le condizioni climatiche difficili e il caldo mettono Djokovic in seria difficoltà. Il serbo manifesta un malessere, è costretto a ricorrere al medical time-out e durante la pausa vomita su un asciugamano.
Non è più la stessa partita.
Tirante capisce immediatamente che dall’altra parte della rete c’è un Djokovic vulnerabile e comincia a giocare con maggiore coraggio. Il serbo prova a resistere, ma la sua intensità cala e l’argentino trova progressivamente fiducia.
Due volte 6-4.
Il match è ribaltato.
Berrettini cade in piedi
Prima ancora del colpo di scena Djokovic, Cincinnati aveva già perso Matteo Berrettini.
Ma quella del romano è una sconfitta diversa.
Lehecka parte meglio e conquista il primo set 6-3, sfruttando subito il break ottenuto in apertura. Matteo però reagisce e nel secondo set ritrova servizio, diritto e aggressività.
Il tie-break è tutto azzurro.
7-3 Berrettini.
Un set pari e partita completamente riaperta.
Nel terzo, però, il ceco torna a spingere. Salva due palle break nel secondo game, poi trova il break nel quarto e si porta sul 3-1.
Berrettini prova fino alla fine a riaprire la sfida.
Nell’ultimo game ha anche due occasioni, ma Lehecka le cancella con altrettante prime di servizio vincenti.
Finisce 6-3 6-7 6-3.
Matteo è fuori, ma lascia Cincinnati con una prestazione che può rappresentare un altro piccolo passo nel percorso di ritorno ai suoi livelli.
Darderi paga il conto di Montreal
Luciano Darderi, invece, sembra arrivare a Cincinnati con le gambe ancora appesantite dalla straordinaria settimana canadese.
Dopo i quarti di finale conquistati a Montreal, il cemento dell’Ohio gli presenta subito un’altra partita durissima.
Rinky Hijikata non gli concede praticamente nulla.
L’australiano serve in maniera impressionante: 10 ace, appena due doppi falli e soprattutto nessuna palla break concessa.
Darderi non riesce a trovare varchi.
Un break decide il primo set, un altro il secondo.
6-4 6-2.
L’eliminazione non cancella minimamente quanto fatto in Canada. Anzi, può essere letta anche alla luce di quella cavalcata: il fisico, dopo una settimana ad altissima intensità, semplicemente non aveva più le stesse energie.
Zverev soffre, poi si salva
In una giornata piena di sorprese, anche Alexander Zverev deve fare gli straordinari.
Il numero 1 del seeding parte male contro Cameron Norrie e perde il primo set 6-3.
Per un momento la sorpresa sembra possibile.
Poi il tedesco cambia marcia.
Alza il livello del servizio, prende maggiore iniziativa nello scambio e soprattutto riduce drasticamente gli errori.
Il secondo set è suo: 6-3.
Nel terzo arriva il definitivo sorpasso, ancora 6-3.
Zverev sopravvive.
Ma la sua partita racconta bene un torneo che sta diventando sempre più imprevedibile.
Cincinnati perde Djokovic, ma lo US Open è già sullo sfondo
Ed è proprio questo il dato che rende ancora più interessante la giornata.
Sinner è fermo. Alcaraz è fermo. Djokovic è fuori da Cincinnati dopo un malore.
Nel frattempo, a Montreal, i giovani hanno già iniziato a prendersi la scena e a Cincinnati gli equilibri continuano a saltare.
Il tennis mondiale sta vivendo una fase particolare: i due dominatori degli ultimi anni sono alle prese con il recupero fisico, mentre gli altri grandi nomi cercano di approfittare dello spazio lasciato libero.
E adesso c’è una domanda che comincia a diventare inevitabile: chi arriverà davvero al cento per cento a New York?
Perché lo US Open si avvicina.
E mentre Sinner lavora lontano dalle partite, Alcaraz aspetta di capire quando sarà pronto a tornare e Djokovic viene fermato dal fisico a Cincinnati, il resto del circuito corre.
Il trono non è ancora in discussione. Ma per la prima volta da molto tempo, intorno ai re c’è spazio.











