di Alessandra Martino
Sembrava una famiglia qualunque quella fermata dai Carabinieri a Cercola: padre, madre e due bambini piccoli. Poi lo sguardo dei militari è caduto su una scatola. Dentro, i “Cobra”, gli stessi ordigni protagonisti delle cronache più nere del territorio. E la scena è cambiata all’istante.
Durante il controllo, i Carabinieri della tenenza hanno scoperto 29 ordigni artigianali, tra “Cobra” e “Cipolle”, per un totale di oltre due chili e mezzo di polvere pirica. Un arsenale micidiale adagiato sul sedile come un oggetto qualsiasi, a pochi centimetri dai piccoli di 2 e 10 anni.
Un potenziale devastante: la quantità trovata dai militari era sufficiente a uccidere all’istante gli occupanti del veicolo e a sventrare l’auto.
Per la coppia è scattato l’arresto. Domenico Paone e Giuseppina Borriello, entrambi già noti alle forze dell’ordine, sono stati fermati: lui è stato condotto in carcere, lei sottoposta ai domiciliari.
Ancora una volta, la follia dei botti illegali irrompe nella vita quotidiana e sfiora i più indifesi. Un episodio che, a pochi giorni dal Capodanno, riaccende drammaticamente i riflettori su un fenomeno che continua a mettere a rischio l’intera comunità.











