Secondo l’Indice di Percezione della Corruzione 2025 elaborato da Transparency International, il nostro paese segna un calo nel punteggio e resta nel gruppone dei 122 paesi sotto la soglia dei 50, evidenziando un peggioramento rispetto all’anno precedente e sollevando preoccupazioni sulla capacità delle istituzioni di arginare fenomeni radicati.
L’Italia continua a perdere terreno nella classifica internazionale sulla percezione della corruzione nel settore pubblico, una misura che non fotografa solo i casi giudiziari o i numeri delle inchieste, ma la percezione diffusa di trasparenza e integrità nelle istituzioni. Secondo l’ultimo Corruption Perceptions Index (CPI) 2025 di Transparency International, il nostro paese ha visto diminuire il proprio punteggio da 54 a 53 su una scala da 0 (altissimo livello di corruzione percepita) a 100 (molto trasparente), posizionandosi al 52° posto su 182 paesi.
Questo ribasso, sebbene di un solo punto, rappresenta una battuta d’arresto significativa dopo anni di progressi: per la prima volta dopo un lungo periodo di miglioramenti costanti, l’Italia registra un peggioramento nella percezione della corruzione pubblica. A livello globale, la media del CPI è scesa a 42, con la maggior parte dei paesi (122 su 182) sotto la soglia dei 50, segno che la sfida contro la corruzione non riguarda solo il nostro paese, ma molte democrazie consolidate.
Il CPI si fonda su una combinazione di valutazioni di esperti e sondaggi che misurano quanto un paese sia percepito come trasparente nel suo settore pubblico. La flessione italiana riflette non solo segnali tangibili di difficoltà nel controllo dei fenomeni corruttivi, ma anche la percezione di cittadini, imprese e osservatori internazionali sul funzionamento delle istituzioni e sull’efficacia delle misure di prevenzione.
La classifica evidenzia che persino alcune democrazie un tempo considerate esempi di integrità istituzionale registrano un peggioramento, sottolineando come la lotta alla corruzione rimanga una sfida complessa e globale.
Il risultato italiano richiama l’attenzione su temi strutturali: dalla trasparenza negli appalti pubblici al ruolo dei meccanismi di controllo interno, dal conflitto di interessi alla cultura civica. In un periodo in cui molte società chiedono maggiore responsabilità e legalità nella gestione della cosa pubblica, la percezione di un arretramento può avere effetti tangibili sulla fiducia dei cittadini e sulla reputazione internazionale dell’Italia.












