San Giovanni a Piro celebra la sua storica corsa: la FIDAL Campania ne esalta il valore identitario. Cantales: “Patrimonio unico per fascino e comunità”
Una corsa che supera il cronometro
Ci sono gare che si raccontano con i secondi. E poi ci sono gare che non appartengono più al cronometro, ma alla memoria collettiva di un territorio.
La Corsalonga Sangiovannese, giunta alla sua 44ª edizione, rientra in questa seconda categoria. A San Giovanni a Piro non si corre soltanto: si rinnova un rito civile e sportivo che attraversa generazioni, stringe comunità e restituisce identità a un intero paese.
Per il presidente della FIDAL Campania, Bruno Fabozzi, la sensazione è stata netta: più che una competizione, un patrimonio vivo.
“Identità, tradizione, appartenenza”
La definizione più ricorrente è quella che va oltre lo sport.
La Corsalonga viene descritta come un luogo simbolico dove l’atletica diventa linguaggio comune, e il gesto agonistico si intreccia con la storia sociale del territorio.
Fabozzi parla di un evento che “non è soltanto una gara”, ma un momento in cui la comunità si riconosce e si ritrova. Strade, salite, passaggi panoramici: tutto diventa scenario di una partecipazione collettiva che non si limita al tifo, ma si trasforma in presenza attiva, quasi familiare.
Un aspetto decisivo è il ritorno degli emigrati sportivi e affettivi: atleti originari del luogo che tornano per correre, ma anche per riabbracciare radici e persone.
Il valore di una tradizione che resiste
In un calendario sportivo sempre più globale e omologato, la Corsalonga rappresenta un’eccezione virtuosa: una gara che non ha ceduto alla perdita di identità locale.
Da oltre quattro decenni mantiene intatto un equilibrio raro:
- radicamento territoriale forte
- partecipazione popolare diffusa
- qualità organizzativa stabile
- capacità di attrarre atleti da fuori regione
È proprio questa combinazione a renderla una delle manifestazioni più longeve e riconoscibili della Campania.
Il territorio come protagonista
San Giovanni a Piro, per un giorno, non è semplice sede di partenza e arrivo. È parte attiva della competizione.
Le strade diventano corridoi umani, i balconi tribune spontanee, il passaggio degli atleti un evento condiviso. È qui che la Corsalonga si distingue: non separa pubblico e gara, ma li mescola.
La corsa diventa così un dispositivo sociale prima ancora che sportivo. Un modo per tenere insieme generazioni diverse, linguaggi diversi, storie diverse.
Un modello per l’atletica di base
Nel racconto della FIDAL Campania, la Corsalonga non è soltanto un esempio da celebrare, ma anche un modello da osservare.
In un momento storico in cui molte competizioni faticano a mantenere partecipazione e identità, questa gara dimostra che la chiave non è l’espansione, ma la coerenza: restare fedeli a un luogo, a una comunità, a una storia.
Cantales ne sottolinea il carattere unico: fascino del percorso, accoglienza, continuità organizzativa. Elementi che, messi insieme, costruiscono qualcosa che va oltre il risultato sportivo.
Una lezione semplice, ma rara
La Corsalonga Sangiovannese ricorda una cosa essenziale: lo sport non vive solo nei grandi eventi, ma nelle comunità che lo tengono acceso anno dopo anno.
E se il cronometro continua a segnare i vincitori, è il territorio — quello del Cilento — a restare il vero protagonista della storia.
I risultati: Kadiri si conferma, gara selettiva e di alto livello
Sul piano agonistico, la 44ª edizione ha rispettato la tradizione di una corsa dura, tecnica e spettacolare, dove il profilo altimetrico e i continui cambi di ritmo hanno fatto selezione naturale.
A imporsi è stato ancora una volta Yahya Kadiri, che ha confermato il proprio feeling con il tracciato cilentano chiudendo in 30’52”, costruendo il successo nella parte centrale della gara e gestendo poi con autorità il vantaggio.
Alle sue spalle una doppietta della Carmax Camaldolese:
- 2° posto: Ali Akinou (31’31”)
- 3° posto: Abdelillah Majidi (32’09”)
Una prova che ha ribadito la solidità della squadra protagonista della stagione regionale.
La gara femminile: vittoria netta di Filannino
Anche la competizione femminile ha avuto una protagonista chiara.
Successo per Raffaella Filannino, capace di interpretare al meglio il percorso e chiudere in 42’13”.
Il podio:
- 1ª Raffaella Filannino (42’13”)
- 2ª Laura Delle Donne (46’58”)
- 3ª Gladys Esther Lopez (47’27”)
Una gara regolare, costruita sulla gestione del ritmo e sulla capacità di affrontare un tracciato che non concede pause.












