Sono tre le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli su una presunta distrazione di risorse ai danni del Centro universitario sportivo di Napoli (CUS), tra cui l’ex presidente dell’associazione.
Alle 19.12 del 15 ottobre 2024, mentre era ancora in corso l’assemblea per eleggere il nuovo presidente del CUS Napoli, dal conto dell’associazione partì un bonifico da 200mila euro. Alle 21.11 ne seguì un altro da 50mila. Il giorno successivo la nuova presidente riuscì a bloccare un ulteriore trasferimento da 206mila euro, evitando, secondo gli inquirenti, il completo svuotamento del conto.
È uno dei passaggi più clamorosi dell’inchiesta della Procura di Napoli sulla presunta distrazione dei fondi del Centro universitario sportivo. La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo da sette milioni di euro nei confronti dell’ex presidente Elio Cosentino, del figlio e della moglie. Le accuse contestate, ancora da verificare nel processo, sono peculato, riciclaggio, reimpiego e autoriciclaggio.
L’inchiesta
Tra il 2018 e il 2024, secondo la Procura, circa 4,5 milioni sarebbero stati sottratti al CUS e destinati all’ex amministratore e ai suoi familiari. Il denaro sarebbe passato anche attraverso il CSU, un’associazione dal nome quasi identico, ma senza tesserati, attività sportive o affiliazioni. Il CUS Napoli, al contrario, conta 2.724 iscritti e ha ricevuto nello stesso periodo oltre 6,67 milioni di contributi pubblici.
Una parte delle somme avrebbe poi preso la strada della Germania. Grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Giustizia Europeo e la Procura di Colonia, sono stati individuati 83 rapporti bancari, 21 immobili, quattro attività imprenditoriali e due auto di lusso: una Mercedes-AMG e un’Audi RS Q8. Agli atti compaiono anche viaggi a Cancun, hotel, ristoranti, abbigliamento, profumi, eventi sportivi, un corso di guida ad alte prestazioni e un iPhone spedito a Colonia. Rimborsate, secondo gli investigatori, persino mance da cinque e dieci euro aggiunte a penna sugli scontrini.
L’indagine è partita dalla denuncia della nuova presidente Paola Del Giudice e non riguarda l’attuale gestione. Ora l’inchiesta dovrà stabilire se dietro quella lunga scia di bonifici, rimborsi e investimenti ci fosse davvero un sistema costruito per portare lontano da Napoli denaro destinato allo sport universitario.












