Dall’Ucraina alla provincia di Salerno, passando per una famiglia che ha fatto dell’atletica una ragione di vita: a 33 anni Dariya Derkach conquista il titolo europeo nel triplo e porta con sé la storia di una comunità intera
La pedana, stavolta, sembrava lunga quanto una vita.
Dariya Derkach ha preso la rincorsa, ha spinto forte sulla pedana e si è lasciata alle spalle anni di allenamenti, trasferte, sacrifici e chilometri. 14,60 metri al quarto salto: abbastanza per mettere al collo l’oro europeo e per consegnare all’Italia una delle storie più belle di questa rassegna.
Ma il viaggio comincia molto prima di quel salto.
Comincia in Ucraina, dove Dariya nasce. E continua nel 2002, quando arriva in Italia insieme alla famiglia e approda a Pagani, in provincia di Salerno. È qui che cresce, qui che diventa atleta, qui che impara a chiamare casa un luogo che non era quello della sua nascita.
E forse proprio per questo il suo oro ha un significato ancora più grande.
L’atletica come lingua di famiglia
Dariya non ha dovuto cercare troppo lontano per capire cosa fosse lo sport.
Sua madre Oksana era una triplista. Suo padre Serhij un decatleta. L’atletica era già dentro casa, prima ancora che lei cominciasse a frequentare una pista.
A dieci anni entra nel CUS Salerno. È il 2003 e inizia un percorso che la porterà, dieci anni più tardi, a indossare per la prima volta la maglia azzurra dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana.
Da quel momento la sua storia sportiva diventa anche una storia italiana.
Non per una semplice formalità anagrafica, ma per tutto ciò che è stato costruito nel frattempo.
14,60: il salto della maturità
A 33 anni Dariya Derkach ha trovato il punto più alto della sua carriera.
Il primo salto, 14,53, le ha subito consegnato la leadership. Poi il quarto tentativo ha aggiunto quei sette centimetri capaci di trasformare una grande gara in una gara da campionessa d’Europa.
La belga Saliyya Guisse si è fermata a 14,46, la bulgara Aleksandra Nacheva a 14,40.
Derkach, invece, è rimasta davanti a tutte.
E sul gradino più alto del podio non c’è soltanto un’atleta dell’Aeronautica Militare.
C’è la ragazza arrivata dall’Ucraina nel 2002, la figlia di due atleti, la bambina cresciuta a Pagani, l’azzurra che ha aspettato e lavorato per questo momento.
Pagani, questa medaglia è anche tua
Perché nello sport esistono vittorie che appartengono al singolo e altre che finiscono inevitabilmente per diventare patrimonio di una comunità.
Questa appartiene anche a Pagani.
È lì che Dariya ha imparato a diventare grande. È lì che la sua storia italiana ha messo radici. Ed è da lì che oggi arriva un oro europeo capace di raccontare, meglio di tante parole, quanto possa essere potente lo sport quando diventa appartenenza.
La rincorsa è durata ventitré anni.
Il volo, poco più di un secondo.
14 metri e 60 centimetri dopo, Dariya Derkach è campionessa d’Europa. E Pagani salta con lei.












