De Bruyne, il Maradona e quel conto con l’Arsenal: Napoli, è la sua notte

Dopo tre ingressi dalla panchina, Kevin è pronto alla prima da titolare in azzurro. Al Maradona ritrova uno dei suoi avversari preferiti: otto gol in 22 sfide contro i Gunners. Allegri cambia ancora e studia un Napoli capace di trasformarsi anche senza sostituzioni

L’Arsenal è una di quelle squadre che Kevin De Bruyne conosce bene. Troppo bene, forse. Ventidue confronti, otto gol e una lunga serie di notti in cui il belga ha trovato il modo di lasciare il segno contro i Gunners. Mercoledì sera, al Maradona, quella storia torna dentro una partita che per il Napoli può diventare molto più di un appuntamento di Champions.

Perché questa volta De Bruyne parte dall’inizio.

È la novità più importante della vigilia e, forse, anche quella destinata a modificare maggiormente il volto del Napoli. Dopo tre giornate di campionato cominciate dalla panchina, il fuoriclasse belga è pronto a giocarsi la sua prima grande notte europea in maglia azzurra dal primo minuto. Allegri lo ha accompagnato senza fretta, dosandone l’impiego dopo gli impegni estivi e lasciandogli il tempo necessario per ritrovare condizione e ritmo.

Adesso il tempo dell’attesa sembra finito.

IL MOMENTO DI PRENDERSI IL NAPOLI

De Bruyne non arriva alla sfida con l’Arsenal come un giocatore qualsiasi da inserire in formazione. Porta con sé un curriculum che pesa soprattutto quando il livello della partita sale.

Ha vinto la Champions League nel 2023 con il Manchester City. Ha giocato semifinali, finali, grandi sfide di Premier League e notti europee nelle quali un dettaglio può decidere tutto. È abituato a riconoscere prima degli altri il momento in cui una partita cambia direzione.

Ed è esattamente ciò che il Napoli gli chiede.

Finora Allegri ha utilizzato il belga con prudenza, facendolo entrare contro Genoa, Como e Inter. Una gestione necessaria, ma che ha già prodotto segnali interessanti. A Genova, soprattutto, De Bruyne ha mostrato immediatamente quanto possa incidere anche con un minutaggio limitato.

Contro l’Arsenal, però, servirà altro.

Servirà il De Bruyne che prende possesso della partita, che viene incontro per costruire e poi attacca lo spazio, che cerca la giocata verticale quando tutti gli altri vedono soltanto densità.

UN AVVERSARIO CHE GLI PORTA BENE

C’è poi quella statistica che sembra quasi scritta apposta per la vigilia.

Otto gol in 22 partite contro l’Arsenal: nessun’altra squadra ha incassato più reti da De Bruyne nella sua carriera.

È un numero che racconta una familiarità particolare con l’avversario. Ma racconta anche un giocatore che contro determinati contesti riesce a trovare naturalmente le proprie coordinate.

Il Maradona sarà un ambiente completamente diverso dagli stadi inglesi nei quali De Bruyne ha costruito gran parte della sua storia. Ma la Champions è il territorio che conosce meglio.

E il Napoli vuole scoprirlo proprio lì.

GILMOUR, LOBOTKA E DE BRUYNE: IL CENTROCAMPO CAMBIA

L’assenza di Frank Anguissa obbliga Allegri a modificare il centrocampo, ma la soluzione può offrire al Napoli anche una possibilità tattica interessante.

Billy Gilmour è candidato a partire dall’inizio accanto a Stanislav Lobotka e De Bruyne. Una mediana con caratteristiche diverse, più orientata alla qualità del palleggio e alla capacità di muovere rapidamente la palla.

Ma soprattutto una mediana che può cambiare forma durante la partita.

Con Lobotka e Gilmour davanti alla difesa, De Bruyne potrebbe avanzare progressivamente il proprio raggio d’azione fino a diventare uno dei riferimenti offensivi alle spalle di Hojlund.

Il 4-2-3-1, dunque, non sarebbe necessariamente un sistema da dichiarare prima del fischio d’inizio. Potrebbe diventare una soluzione da utilizzare dentro la partita, sfruttando le caratteristiche dei tre centrocampisti senza dover necessariamente ricorrere immediatamente alle sostituzioni.

È una delle chiavi tattiche più interessanti della sfida.

DE BRUYNE PIÙ VICINO A HOJLUND

Se Allegri sceglierà di liberarlo qualche metro più avanti, De Bruyne potrebbe occupare la zona centrale della trequarti insieme a Politano e Alisson, con Hojlund riferimento offensivo.

È probabilmente la posizione nella quale il belga può esprimere la parte più devastante del proprio repertorio.

Non perché debba trasformarsi in un numero dieci classico, ma perché da quella zona può scegliere continuamente cosa fare: venire incontro, verticalizzare, allargare il gioco, cercare l’inserimento o attaccare direttamente l’area.

Hojlund, in questo scenario, può diventare uno dei beneficiari principali della sua presenza.

Per un centravanti che ha bisogno di palloni giocabili nello spazio e di tempi di servizio precisi, avere De Bruyne qualche metro dietro significa aumentare le possibilità di ricevere nel momento giusto.

OLIVERA AVANTI SU SPINAZZOLA

L’altra novità possibile riguarda la fascia sinistra, dove Mathias Olivera sembra partire davanti a Leonardo Spinazzola.

Allegri prepara dunque una squadra diversa da quella vista a San Siro, con tre cambi che possono ridisegnare soprattutto la zona centrale.

Ma la vera differenza potrebbe essere proprio De Bruyne.

Perché il Napoli non cambia soltanto un uomo: cambia il modo in cui può occupare il campo.

LA CHAMPIONS È IL SUO TERRITORIO

È questo il punto della notte del Maradona.

De Bruyne ha già dimostrato di poter essere decisivo nel campionato italiano. Ora arriva il palcoscenico nel quale la sua esperienza può pesare ancora di più.

Non gli verrà chiesto di vincere la partita da solo. Gli verrà chiesto qualcosa di più sottile: alzare il livello di tutti quelli che gli giocano intorno.

È ciò che fanno i grandi giocatori quando arrivano le grandi partite.

E contro l’Arsenal c’è anche una storia personale da alimentare. Otto gol sono già un conto importante. Mercoledì sera De Bruyne avrà l’occasione di aggiornarlo.

Ma soprattutto avrà quella di cominciare davvero la sua stagione napoletana.

Il Napoli gli ha aspettato il tempo. Adesso gli consegna la notte.