
“È un momento storico: iniziano le demolizioni a mare nell’area di Bagnoli e credo che questo sia davvero un grande giorno, perché si comincia a restituire uno spazio pubblico alla nostra città atteso da oltre 30 anni”. Con queste parole il sindaco e commissario straordinario Gaetano Manfredi ha salutato l’avvio delle prime operazioni di abbattimento del pontile centrale dell’ex Italsider, a cui ha assistito questa mattina.
Il primo intervento riguarda la demolizione della Sala Pompe, un grande cassone in cemento armato collegato al pontile. La struttura in ferro verrà smontata gradualmente in sezioni e riportata a terra. Le operazioni, eseguite dal gruppo internazionale Deme insieme alle imprese napoletane Savarese Costruzioni e Iterga Costruzioni Generali, proseguiranno fino alla fine di febbraio.
Manfredi ha annunciato anche una revisione dei progetti originari: il pontile nord e il pontile sud saranno conservati. “Così avremo due passeggiate pubbliche attrezzate dove i cittadini potranno trascorrere il tempo libero, fare sport e prendere il sole”, ha spiegato il sindaco.
Parallelamente alle demolizioni, nell’area della colmata sono impegnati oltre 200 operai nelle attività di kapping, una complessa operazione che prevede la posa di più strati protettivi per “tombare” e mettere in sicurezza l’enorme volume — circa un milione e mezzo di metri cubi — accumulato negli anni dell’attività industriale. La scelta di non rimuovere i materiali ma di isolarli è stata adottata dopo studi e verifiche tecniche: “Portare via una tale mole di materiali sarebbe stato intrasportabile. Con questa soluzione garantiamo la sicurezza dell’area e dei cittadini, come certificato da tutte le autorità competenti”, ha precisato Manfredi.
L’intera zona si prepara ad accogliere il Villaggio della Coppa America 2027. Una volta terminata la competizione e smontate le strutture temporanee, l’area verrà restituita alla fruizione pubblica. Intanto il dragaggio dei fondali proseguirà con il trasferimento dei materiali in discariche controllate.
L’ultimo step della rigenerazione sarà l’intervento “a livello marino”, previsto dopo la regata, per rendere balneabile l’intera area tra il 2028 e il 2029, restituendo così a Napoli un tratto di costa rimasto inaccessibile per oltre tre decenni.












