Alla vigilia della finale di Supercoppa contro il Bologna, Giovanni Di Lorenzo si prende la scena con parole che pesano come macigni. Il capitano del Napoli, in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, guarda dritto alla storia e non si nasconde dietro la prudenza: l’idea di entrare in un club ristrettissimo, quello dei capitani capaci di vincere più trofei in maglia azzurra, è un pensiero che lo accompagna.
«So bene che Maradona è stato l’unico capitano a vincere due scudetti e una Supercoppa. Lui è inarrivabile, in tutto», ammette Di Lorenzo. «Ma il pensiero di aggiungere anche io una Supercoppa dopo due scudetti e la Coppa Italia ce l’ho. Lo sento forte addosso. Vincere è sempre un’emozione incredibile, farlo da capitano ancora di più».
La sfida di Riyadh mette di fronte un Bologna in grande fiducia, reduce dal successo in Coppa Italia e deciso a continuare a scrivere la propria storia. Di Lorenzo lo sa e non sottovaluta l’ostacolo: «Affronteremo una squadra in salute, con entusiasmo. Sarà una gara difficile, ma vogliamo vincere questo trofeo».
I ricordi tornano inevitabilmente alla sconfitta del Dall’Ara in campionato, una ferita ancora aperta nello spogliatoio azzurro: «Quella partita ce la ricordiamo bene, ci ha fatto passare un periodo particolare. Il pensiero è ancora vivo. Ma domani sarà diverso: c’è un trofeo in palio e vogliamo alzarlo per noi e per i tifosi».
Il capitano affronta anche i temi più delicati della stagione, dalla discontinuità ai blackout lontano dal Maradona: «Siamo sempre lì in classifica, a giocarci tutto con le altre. In Champions abbiamo fatto più fatica, è vero. Dobbiamo lavorare per evitare certi cali. Il mal di trasferta? Ne abbiamo parlato anche tra noi. È innegabile che fuori casa stiamo soffrendo, dobbiamo dare di più».
Infine, parole di grande stima per Antonio Conte, indicato come il vero architetto di un Napoli capace di cambiare pelle: «Dietro ai cambi di sistema c’è un lavoro enorme del mister. È un grande stratega, prepara le partite nei dettagli e ci mette sempre nelle condizioni migliori. Abbiamo giocatori moderni, duttili, e questo ci rende più flessibili».
Domani non sarà solo una finale. Per Di Lorenzo è una tappa verso la storia, per il Napoli un’altra occasione per ribadire che vincere non è mai un’abitudine, ma una responsabilità.












