Dodici minuti per prendersi Napoli: Alisson, lo spaccapartite che sogna la Seleção

di Silver Mele

Dal Portogallo al Maradona con la valigia piena di strappi e orgoglio brasiliano. Entra, accelera, segna alla Roma e cambia il destino della serata: la nuova freccia azzurra si presenta così.

Dal Bahia al Napoli passando per Lisbona: debutto con gol contro la Roma e un messaggio chiaro. Il nuovo esterno di Conte entra e cambia tutto. Nel segno della famiglia e di un sogno chiamato Seleção.

Certe storie non fanno rumore quando iniziano. Poi arrivano al momento giusto e si prendono la scena.

Alisson de Almeida Santos, 23 anni, è sbarcato a Napoli tra scetticismo e curiosità. Prestito con diritto di riscatto dallo Sporting Lisbona, etichetta da alternativa offensiva, poche prime pagine. Domenica sera, però, contro la Roma, gli sono bastati dodici minuti per trasformare un esordio in un manifesto.

Dentro al 70’. Accelerazione secca, dribbling, freddezza sotto porta. Gol. 2-2. Maradona in piedi.

Un impatto da spaccapartite, la fama con cui era arrivato dal Portogallo. E che non era casuale: tre reti da subentrato con lo Sporting, una pesantissima contro l’Athletic Bilbao in Champions. La quarta è azzurra. E vale un punto che tiene vivo il Napoli nella corsa europea.

L’arma in più di Conte

Velocità, cambi di passo, imprevedibilità. Alisson ama partire largo a destra, puntare l’uomo e forzare la giocata. È calcio verticale, istintivo, diretto.

Con le dovute proporzioni, ricorda per coraggio e slancio il primo Neres. Ma il riferimento inevitabile è un altro: Kvaratskhelia. Anche perché, per una coincidenza che sembra scritta, oggi Alisson vive proprio nella casa di Posillipo che ospitava la famiglia del georgiano.

Stessa vista sul mare, nuove ambizioni. Il posto è lo stesso, la storia è tutta da scrivere.

Dalla Bahia all’Europa, inseguendo il verdeoro

Dietro lo strappo e il sorriso c’è una biografia che pesa. Bahiano, figlio di Adailton – ex calciatore giramondo tra Finlandia, Arabia Saudita, Libia e Tunisia – Alisson è cresciuto tra valigie e sacrifici.

Dopo la separazione dei genitori, mamma Aldia lo riporta in Brasile. Poi un altro viaggio, destinazione Portogallo. Lei lavorava come domestica vicino allo stadio dello Sporting. Lui ancora non giocava seriamente a calcio.

Il pallone arriva dopo. E diventa strada.

In Tunisia ha vissuto e ha la cittadinanza, come il padre che con quella maglia sfiorò un Mondiale. Ma il sogno di Alisson è un altro: la Seleção. Verdeoro, non rosso tunisino.

Il debutto che cambia la narrazione

In tribuna contro la Roma c’erano mamma e fratello. Maglia azzurra addosso, occhi lucidi. In campo, un ragazzo che non ha tremato.

Il meno atteso del mercato di gennaio si è preso il centro della scena. Non con proclami, ma con uno strappo e un gol.

Napoli cercava energia nuova. Ha trovato un ragazzo che entra e cambia le partite.

Dodici minuti.
A volte bastano per farsi conoscere.