di Oscar De Simone
Dopo la paura, i disagi e le proteste, per la scossa di 4.7 di venerdì scorso, il governo Meloni mette in campo la risposta legislativa richiesta dai cittadini di Pozzuoli. Il testo, adesso, dovrà affrontare la conversione in legge alle camere. Ma di cosa si tratta? Gli interventi, da quanto si apprende, saranno su quattro fronti. In primo luogo, si alza dal 50 al 70% il contributo pubblico per le azioni di ripristino e riduzione della vulnerabilità sismica degli stabili. Tutto questo, non solo per gli eventi del 13 e 15 Marzo 2025 ma per tutte le sequenze di Maggio e Settembre dello stesso anno. In modo particolare per la scossa del 21 Maggio di quest’anno che, sino ad ora, non era stata “coperta”. Inoltre, Napoli, Pozzuoli e Bacoli avranno tempo 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto, per poter fissare le nuove scadenze di presentazione delle domande attraverso una propria delibera. Anche per gli stabili danneggiati si semplifica l’iter: ora potrà essere lo stesso amministratore a presentare la richiesta per le parti comuni, senza alcun blocco rispetto alle irregolarità edilizie. Poi, ancora, l’assistenza a chi è stato sgomberato per l’insicurezza della propria abitazione: in questo caso i contributi per l’autonoma sistemazione saranno riaperti ed estesi agli stessi eventi sismici, compreso quello di maggio. Il terzo punto invece, autorizza i comuni dell’area flegrea a stabilizzare, con concorsi in parte riservati, il personale precario assunto per l’emergenza e che abbia già maturato tre anni di servizio. Inoltre, la struttura tecnica per il monitoraggio della vulnerabilità sismica al patrimonio edilizio, viene prorogata sino alla fine del 2027. Il decreto, in ultimo, rafforza i poteri del Commissario straordinario che potrà finanziare anche interventi urgenti sui centri operativi comunali di protezione civile e sulle aree destinate all’accoglienza della popolazione in caso di nuove emergenze, oltre a procedure più snelle per individuare i siti degli interventi. Insomma interventi attesi come detto che dovrebbero essere una prima risposta, da parte del governo centrale. Intanto, ieri, la regione Campania, ha anticipato attraverso una delibera un milione di euro per quelli che risulteranno essere i primi provvedimenti d’urgenza











