Dovrà dimorare fuori dalla Campania: Zannini travolto dall’inchiesta

Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia e ricandidato alle ultime elezioni regionali, ottenendo oltre 30mila voti, non potrà più entrare in Campania e nelle regioni limitrofe. Stamattina i carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa gli hanno notificato la misura cautelare firmata dal Gip Daniela Vecchiarelli per corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

L’ inchiesta

Al centro dell’indagine c’è la realizzazione di un caseificio a Cancello e Arnone, promosso dagli imprenditori Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, anch’essi destinatari della misura del divieto di dimora in Campania. Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, Zannini avrebbe orchestrato manovre per ottenere i finanziamenti pubblici di Invitalia aggirando le regole sulla Vinca, la valutazione di incidenza ambientale obbligatoria per edifici realizzati in zone SIC (siti di importanza comunitaria) Natura. L’impianto era già costruito senza la necessaria autorizzazione ambientale, e la procedura, secondo gli inquirenti, è stata aggirata grazie a relazioni false presentate alla Commissione Vinca del comune di Castello del Matese.

L’inchiesta, infatti ha coinvolto anche cinque tecnici delle commissioni comunali di Cancello e Arnone e Castello del Matese che hanno attestato dati falsi, come la distanza dell’impianto dal Sito Natura 2000 e lo stato di realizzazione della struttura. Grazie a queste manovre, il Comune di Cancello e Arnone ha emesso il documento finale che ha permesso ai Griffo di ricevere la prima tranche dei finanziamenti da Invitalia, mentre il caseificio è stato sequestrato fin dal 2024.Nonostante la Procura avesse chiesto il carcere il Gip ha optato per il divieto di dimora valutando il rischio di reiterazione del reato.

Le reazioni

“Avrebbe potuto essere ben più estesa l’indagine sul consigliere regionale di Forza Italia, Giovanni Zannini, raggiunto questa mattina dalla misura cautelare del divieto di dimora in Campania e nelle regioni limitrofe, se solo fossero state in piedi fattispecie ormai eliminate dal legislatore, come l’abuso d’ufficio.” Lo dice a chiare lettere il procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Pierpaolo Bruni durante la conferenza stampa convocata nell’ufficio giudiziario per illustrare proprio l’indagine.

Il comandante provinciale dei carabinieri di Caserta, Manuel Scarso, ha sottolineato il senso di impunità rilevato tra gli indagati, mentre la Procura ha evidenziato come i limiti legislativi abbiano impedito di contestare l’abuso d’ufficio, circostanza che avrebbe potuto ampliare l’inchiesta.

Con la misura cautelare di oggi, Zannini dovrà quindi restare lontano dalla Campania, mentre l’indagine prosegue per fare piena luce su uno dei casi più complessi di corruzione e truffa legati all’erogazione di fondi pubblici in regione.