di Silver Mele
A Dragoni, località a nord di Caserta sita ai piedi del Monte Melito, una delle punte della catena dei Monti Trebulani, l’aria è diventata pesante, e non solo in senso metaforico. Da settimane, nel silenzio di un’area agricola del paese, una società privata sta tentando di portare avanti la costruzione di un grande impianto di biometano, un’infrastruttura giudicata da molti cittadini incompatibile con il territorio, la sua vocazione agricola e la qualità della vita dell’intera comunità.
Il Comune ha già emesso provvedimenti inibitori che vietano l’avvio e la prosecuzione dei lavori; provvedimenti tuttora validi ed efficaci. E anche il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – come indicato nella documentazione diffusa dal Comitato locale – avrebbe confermato la sospensione con più atti e ordinanze.
Eppure, nonostante i blocchi istituzionali, il cantiere continua a rappresentare un rischio concreto. Tanto che, pochi giorni fa, è intervenuto anche il Genio Civile con un nuovo provvedimento di fermo dei lavori.
Perché l’impianto preoccupa i cittadini: liquami, odori, impatto ambientale, rischio sanitario
Dietro la costruzione dell’impianto si muovono capitali consistenti: oltre 16 milioni di euro per ciascuna società collegata a Retina Holding, tutte inserite nei progetti finanziati dal PNRR.
Ma è proprio la dimensione industriale dell’opera a generare allarme.
Secondo quanto riportato nel documento informativo diffuso ai cittadini, l’impianto di Dragoni lavorerebbe ingenti quantità di liquami zootecnici e fanghi, materiali che – per funzionare 24 ore su 24 – richiedono continui conferimenti da parte delle aziende agricole circostanti.
Ed è proprio qui che nasce la grande paura:
► Da dove arriveranno tutti quei liquami?
► Quanto traffico pesante attraverserà le strade interne?
► Cosa respireranno davvero le famiglie che vivono vicino ai campi?
Il rischio, temono i residenti, è quello di un impianto di dimensioni tali da stravolgere la qualità dell’aria, aumentando esalazioni, polveri e possibili ricadute sulla salute pubblica.
Il comitato fa riferimento anche a un potenziale danno paesaggistico, agricolo e socio-ambientale, in contrasto con la vocazione naturale dell’Alto Casertano.
La mobilitazione: Dragoni scende in piazza per difendere i propri diritti
Il clima è diventato incandescente e la comunità si è attivata con determinazione crescente.
Il Comitato ha annunciato una manifestazione pubblica sabato 6 dicembre 2025 alle ore 10:00 in Piazza del Comune, invitando tutti i cittadini a scendere in strada per “far sentire la propria voce” e difendere i diritti fondamentali del territorio.
«Questa – si legge nel testo diffuso – non è solo una battaglia amministrativa: è la difesa della nostra aria, delle nostre campagne, della salute delle nostre famiglie».
Una sfida per il futuro del paese
La vicenda dell’impianto di biometano di Dragoni non è solo un contenzioso tecnico-legale, ma una questione identitaria:
che futuro vogliono gli abitanti per il loro territorio?
Un comprensorio agricolo, verde, salubre?
O un’area industriale destinata alla gestione di rifiuti organici provenienti da mezzo Alto Casertano?
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se i blocchi amministrativi verranno rispettati e se la mobilitazione popolare riuscirà a incidere sul destino del progetto.
Per ora, una cosa è certa:
Dragoni non resterà a guardare.












