Picco anomalo a marzo: decine di pazienti in ospedale e reparti pieni. Sotto osservazione il consumo di frutti di mare nel periodo natalizio
Un aumento improvviso, fuori stagione, che preoccupa medici e autorità sanitarie. A Napoli i casi di epatite A sono tornati a crescere con numeri insoliti per il periodo, tanto da mettere sotto pressione l’ospedale Cotugno, punto di riferimento per le malattie infettive.
Nelle ultime settimane si è registrato un vero e proprio picco: da inizio marzo si contano decine di casi tra sospetti e confermati, con oltre quaranta ricoveri, un dato nettamente superiore alla media stagionale.
Reparti pieni e pazienti anche gravi
A preoccupare non è solo il numero dei contagi, ma soprattutto la gravità di alcuni casi. Se normalmente l’epatite A ha un decorso lieve, questa volta molti pazienti hanno richiesto il ricovero ospedaliero, con reparti pieni e difficoltà nella gestione degli accessi.
Secondo i medici, in questo periodo dell’anno ci si aspetterebbero pochi casi e per lo più gestibili a domicilio. Oggi invece la situazione è diversa, con un numero significativo di pazienti che necessita di cure ospedaliere e monitoraggio costante.
Tra i casi più seri anche quello di un paziente con insufficienza epatica, trasferito per cure specialistiche, segnale di come l’infezione possa evolvere in forme più complesse.
La possibile origine: i consumi delle feste
L’origine del picco, secondo le prime ricostruzioni, potrebbe risalire al periodo natalizio. In particolare, sotto osservazione c’è il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, considerati una delle principali fonti di trasmissione del virus.
Il virus dell’epatite A si trasmette infatti per via alimentare o attraverso acqua contaminata, e ha un periodo di incubazione che può arrivare fino a diverse settimane.
Questo spiegherebbe il ritardo tra il consumo durante le feste e l’esplosione dei casi registrata tra febbraio e marzo.
Sintomi e diffusione
I sintomi segnalati dai pazienti sono piuttosto ricorrenti: nausea, vomito, dolori addominali, febbre e, nei casi più evidenti, ittero.
Le autorità sanitarie stanno monitorando l’andamento dei contagi anche sul territorio, dove si registra un aumento diffuso che coinvolge diverse fasce d’età.
Un’allerta che riapre il tema prevenzione
Il quadro attuale riaccende l’attenzione sulla prevenzione. L’epatite A è una malattia evitabile, soprattutto attraverso corrette abitudini alimentari e igieniche, oltre alla vaccinazione nelle categorie a rischio.
Il messaggio, oggi, è chiaro: il picco registrato a Napoli non è solo un episodio isolato, ma un campanello d’allarme che richiama alla prudenza, soprattutto quando si tratta di alimenti a rischio e controlli sanitari.
Una situazione che resta sotto osservazione, con l’auspicio che il picco possa rientrare nelle prossime settimane.












