di Oscar De Simone
Ci sono voluti quasi trent’anni ma ora, finalmente, riapre al pubblico la casa del mobilio carbonizzato di Ercolano. Si tratta di una delle domus più suggestive del parco archeologico che ora torna visibile a tutti, grazie ad un intervento portato avanti in partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute (PHI), attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali attivo sul sito da 25 anni. La residenza è di età repubblicana e deve il suo nome al ritrovamento, tra 1932 e il 1933 nel corso degli scavi diretti da Amedeo Maiuri, di un tavolino e di un letto ad alta spalliera, carbonizzati a seguito dell’eruzione del 79 d.C. Entrambi però, conservavano ancora tracce di tessuto e della rete di corda originaria. Gli ambienti si sviluppano intorno all’atrio e al giardino, con un larario a tempietto, un loggiato al piano superiore e pareti decorate in IV Stile. Tra gli spazi più preziosi, il triclinio con mosaico ed emblema marmoreo e l’oecus Cyzicenus, dove furono rinvenuti gli arredi che danno il nome alla casa. “E’ un grande traguardo per noi, afferma la direttrice del Parco archeologico di Ercolano Federica Colaiacomo, e ci riguarda nel profondo”. In definitiva si tratta di una vera “fotografia del tempo” fermata in un momento preciso della vita di tutti i giorni. Una testimonianza del passato unica nel suo genere che ancora oggi affascina e stupisce. Sul fronte tecnico, l’architetto Rossella Di Lauro ha spiegato che gli interventi più recenti hanno riguardato “la ricostruzione di alcuni solai lignei, la sostituzione di architravi compromessi” e il restauro delle colonne dell’atrio, realizzato “grazie ad accurati rilievi tridimensionali”. Gli architravi-teche in ferro sono stati sostituiti con nuove strutture in legno pensate “per facilitare il monitoraggio e la manutenzione futura dei preziosi reperti lignei”. L’intervento rientra nel progetto ‘Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano’, che prevede la riapertura di sei domus del sito. Dopo la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di Legno, riaperte nel marzo 2025, altre riaperture sono attese in autunno












