Sembra la sceneggiatura di una commedia cult diretta da Neri Parenti, con protagonisti Lino Banfi, Paolo Villaggio e Massimo Boldi: travestimenti, piani studiati nei dettagli, colpi messi a segno con apparente semplicità. Ma a Ercolano il finale è stato molto diverso.
Una truffa milionaria, farmaci salvavita caricati su un furgone e fatti sparire nel nulla. Poi l’intuito dei dipendenti, la chiamata al 112 e un’indagine lampo dei carabinieri che ha riportato tutto alla realtà.
Il colpo perfetto (quasi)
È il pomeriggio del 12 febbraio quando scatta l’allarme. Poco prima, in un’azienda di Ercolano che produce e confeziona medicinali per conto terzi, un furgone Fiat Ducato ha ritirato quattro bancali di farmaci destinati alla cura dell’Alzheimer e della sclerosi multipla. Valore: circa 8 milioni di euro.
Il piano era stato preparato con cura. Il giorno precedente un uomo aveva telefonato in azienda, spacciandosi per incaricato del ritiro. Chiede informazioni sull’accesso, prende accordi.
La mattina dopo arriva il Ducato: due uomini a bordo. Uno indossa tuta blu e berretto, mostra al magazziniere un tablet con l’ordine di ritiro. Tutto sembra regolare. I bancali vengono caricati con il muletto e il mezzo si allontana.
Solo nel pomeriggio qualcosa non torna. I dipendenti controllano le telecamere: la targa del furgone, verificata tramite un’app, risulta associata a un’altra auto. Parte la chiamata ai carabinieri della Tenenza di Ercolano.
La svolta nelle immagini

I militari acquisiscono i filmati dell’azienda e quelli delle telecamere cittadine. In un frame registrato a San Sebastiano al Vesuvio compare il Ducato con la vera targa. Il mezzo è a noleggio, ma le scritte laterali dell’azienda sono state rimosse.
Le indagini portano fino a Parma: l’11 febbraio due uomini erano stati fermati nei pressi di una farmacia con indumenti riconducibili a una nota azienda di import-export. Le immagini coincidono con quelle di Ercolano.
I sospettati sono un 33enne di Sant’Antimo e un 53enne di Napoli, entrambi già noti alle forze dell’ordine.
Il capannone e il recupero dei farmaci
Il 53enne viene rintracciato per strada e portato in caserma. Ammette il colpo ma sostiene di aver gettato i medicinali perché “invendibili sul mercato nero”. Una versione che non convince.
Coordinati dalla Procura di Napoli, i carabinieri ricostruiscono il percorso del furgone fino a un capannone di Casalnuovo di Napoli. È lì che vengono ritrovati tutti i bancali di farmaci, integri.
Denunciato anche il proprietario del locale, un 55enne napoletano. La merce viene restituita all’azienda.
Indagini ancora aperte
Tre persone nei guai, un danno economico evitato e farmaci salvavita sottratti al mercato nero prima che potessero sparire davvero.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali complicità e verificare se dietro il colpo ci sia un’organizzazione più ampia.
Questa volta, però, niente lieto fine da commedia anni ’80: il piano è saltato. E il bottino è tornato a casa.












