Antonio Gala, originario di Marano, era stato arrestato a Marbella dopo anni di latitanza. Secondo gli investigatori gestiva la logistica dei traffici di stupefacenti tra Spagna e Italia
Si chiude con l’estradizione in Italia la lunga fuga di Antonio Gala, ritenuto dagli investigatori una figura chiave nel traffico internazionale di droga tra la Penisola e la Spagna.
L’uomo, originario di Marano di Napoli, è arrivato nelle scorse ore all’aeroporto di Fiumicino sotto scorta della Polizia di Stato, dopo essere stato arrestato il 30 marzo scorso a Marbella, in Andalusia, durante un’operazione condotta in collaborazione tra autorità italiane e spagnole.
Per Gala è diventata definitiva una condanna a 18 anni di reclusione per reati legati all’importazione, alla detenzione, alla distribuzione e alla commercializzazione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.
IL RUOLO NEL TRAFFICO INTERNAZIONALE
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Gala avrebbe svolto un ruolo centrale nell’organizzazione dei traffici di droga lungo l’asse Spagna-Italia.
Stabilitosi da tempo nella Costa del Sol, considerata da anni uno dei principali snodi europei del narcotraffico, si sarebbe occupato dell’intera filiera logistica: dall’approvvigionamento degli stupefacenti fino al trasporto verso il territorio italiano.
Una funzione strategica che gli avrebbe consentito di coordinare movimenti e consegne tra diverse organizzazioni criminali operanti su scala internazionale.
LA LATITANZA E LA CATTURA A MARBELLA
Le ricerche nei confronti di Gala erano partite nel 2023, quando si era sottratto all’esecuzione dei provvedimenti giudiziari diventando latitante nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Per mesi gli investigatori hanno seguito le sue tracce fino a localizzarlo in Spagna.
La cattura è avvenuta a Marbella, una delle località più note della Costa del Sol, da anni monitorata dalle forze di polizia europee per la presenza di esponenti della criminalità organizzata internazionale.
LE INDAGINI SUL RICICLAGGIO
Oltre alle contestazioni legate al traffico di droga, il nome di Gala compare anche in un’inchiesta della Guardia di Finanza di Roma che ha acceso i riflettori su un presunto sistema di riciclaggio dei proventi illeciti derivanti dal narcotraffico.
Secondo gli accertamenti, parte del denaro generato dal commercio degli stupefacenti sarebbe stata trasferita all’estero, con flussi finanziari diretti anche verso la Cina.
Con l’estradizione e il rientro in Italia si conclude quindi la latitanza del presunto broker del narcotraffico, che dovrà ora scontare la pena inflitta dalla magistratura italiana.












