Fabio ucciso da un colpo partito per errore: omertà nel quartiere. Domani i funerali celebrati dal cardinale Battaglia

Fabio non doveva morire. Non così, non per un colpo partito per errore, non nel mezzo di una notte qualsiasi trasformata in tragedia. Aveva vent’anni, un lavoro, una vita normale. È bastato un istante, uno sparo esploso senza un bersaglio preciso, a spezzare tutto.

L’inchiesta

Le indagini, affidate ai carabinieri, stanno però ricostruendo un quadro sempre più chiaro. Quella notte non c’è stato un solo episodio, ma una sequenza di violenza. Tutto inizia a Volla, dove un gruppo di ragazzi di Ponticelli, tra cui il giovane sospettato, avrebbe avuto una lite con altri coetanei. La discussione degenera e partono i primi colpi di pistola: diversi spari, nessun ferito.

La tensione però non si spegne. Poco dopo, scatta una sorta di spedizione punitiva: un’auto arriva a Ponticelli e vengono esplosi altri colpi contro un gruppo di giovani nei pressi di un bar. Anche in questo caso, nessuno viene colpito.
È a quel punto che la situazione sfugge definitivamente di mano. Secondo gli investigatori, il ragazzo già coinvolto nella prima sparatoria, armato, avrebbe impugnato di nuovo la pistola. Ed è allora che parte l’unico colpo fatale. Un proiettile esploso senza un obiettivo preciso, che raggiunge Fabio al petto mentre si trovava lì, tra la gente, dopo essersi fermato solo pochi minuti di ritorno dal lavoro.

Gli inquirenti avrebbero già individuato il presunto responsabile: un giovanissimo, tra i diciotto e i vent’anni, legato da vincoli familiari a un esponente di un clan della zona. Un dettaglio che pesa e che, secondo chi indaga, spiega almeno in parte quello che è successo dopo.
Perché subito dopo lo sparo, nel giro di pochi minuti, la scena cambia. I bossoli spariscono, l’asfalto viene ripulito, qualcuno parla persino di candeggina. Fabio viene portato in ospedale in condizioni disperate, ma resta ancora poco chiaro chi lo abbia soccorso per primo.

Intanto, nel quartiere, cala il silenzio. Un silenzio pesante, compatto. In tanti erano presenti, in tanti hanno visto. Ma nessuno parla. Un muro di omertà che sta rallentando le indagini e che sembra proteggere il giovane sospettato.

In questo scenario, resta una sola certezza: Fabio era innocente.

I funerali celebrati da Battaglia

Domani ci sarà il funerale, parzialmente pubblico. La messa sarà celebrata dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Don Mimmo Battaglia nella chiesa di San Pietro e Paolo di Ponticelli, alle ore 10.30, a pochi passi dall’abitazione di Fabio Ascione. Un segnale forte per rombere l’assedio criminale del quartiere.