Il caso delle fiale di Fentanyl rubate all’ospedale Israelitico di Roma accelera la riflessione del governo sulla sicurezza dei farmaci stupefacenti custoditi nelle strutture sanitarie.
A Palazzo Chigi si è svolto un nuovo vertice presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano, il secondo dopo l’episodio che ha acceso l’allarme sulla gestione e sulla protezione di sostanze ad altissimo rischio.
Verso una normativa nazionale più rigida
Sul tavolo c’è una ricognizione delle norme oggi applicate a livello regionale, con l’obiettivo di verificare differenze, criticità e possibili vuoti nei sistemi di custodia.
L’ipotesi è arrivare a una disciplina nazionale più stringente, anche attraverso un aggiornamento del Testo Unico sugli stupefacenti.
Controlli rafforzati dei Nas
Tra le misure valutate anche un potenziamento dei controlli da parte dei Nas, chiamati a verificare procedure, depositi, tracciabilità e modalità di conservazione dei farmaci stupefacenti.
L’obiettivo è impedire che sostanze come il Fentanyl possano uscire dai circuiti sanitari e finire sul mercato illegale.
L’allarme dopo il furto
Il furto delle 80 fiale ha riacceso l’attenzione su un tema delicatissimo: la disponibilità di oppioidi potenti e il rischio di un uso criminale o illecito.
Per questo il governo punta ora a rafforzare prevenzione, controlli e responsabilità nella gestione dei farmaci più sensibili












