Un Ferragosto con il pienone nelle località turistiche, ma anche con prezzi decisamente più pesanti per chi viaggia.
La crisi nello Stretto di Hormuz presenta il conto agli automobilisti italiani: il blocco di una rotta attraversata da circa il 20% del petrolio mondiale ha spinto verso l’alto i prezzi alla pompa, con conseguenze soprattutto per le auto diesel.
Nonostante i rincari, però, la voglia di vacanza resiste. I ristoranti si preparano al picco di presenze, mentre i dati del ministero del Turismo descrivono un’estate da record. Tra le mete più affollate ci sono le Eolie, dove per Ferragosto si attendono circa 60mila persone.
Diesel, un pieno costa 22,55 euro in più
Secondo i calcoli di Assoutenti, il diesel è aumentato del 27,6% rispetto al Ferragosto del 2025. Per riempire il serbatoio servono oggi 22,55 euro in più.
La stangata riguarda anche gli altri carburanti. La benzina è rincarata di quasi il 17%, con un maggiore esborso di 14,30 euro per un pieno. Il metano registra un aumento del 12,1%, mentre il Gpl, pur restando il carburante con il rincaro più contenuto, costa il 7,2% in più.
A pesare è la tensione in Medio Oriente, aggravata dagli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dal conseguente blocco dello Stretto di Hormuz.
“La situazione continua a pesare come un macigno sulle tasche dei consumatori”, afferma il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, secondo il quale gli interventi adottati finora, compreso il taglio delle accise sul gasolio, non sono bastati a evitare la stangata.
Un miliardo speso nei ristoranti
I rincari non sembrano aver spento la voglia di festeggiare. Secondo il Centro studi Fipe-Confcommercio, il 15 agosto rappresenterà il momento di maggiore affluenza nei pubblici esercizi, con una spesa complessiva superiore al miliardo di euro.
Ristoranti, trattorie, bar e locali si preparano così a una delle giornate più importanti dell’anno, sostenuta sia dai turisti stranieri sia dagli italiani rimasti in vacanza nel Paese.
Vacanze a rate per due italiani su dieci
Dietro il boom delle partenze, però, c’è anche chi ricorre al credito. Confcooperative stima che almeno due italiani su dieci finanzino la vacanza con il sistema “Buy Now, Pay Later”, che permette di suddividere la spesa in tre rate senza interessi.
In tre anni il credito erogato attraverso questa formula è cresciuto del 127%, con un aumento del 23% soltanto nell’ultimo anno. Nello stesso periodo i piccoli prestiti tradizionali sotto i 1.500 euro sono diminuiti del 29%.
Turismo, luglio chiude con numeri da record
Il caro-prezzi non frena nemmeno l’attrattività dell’Italia. A luglio sono state registrate oltre quattro milioni di presenze e un milione di arrivi in più rispetto allo stesso mese del 2025. “Un’estate italiana da record”, commenta il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
Nella settimana di Ferragosto, secondo il Centro studi di Confindustria-Federturismo, il tasso registrato dall’Italia supera di 5,6 punti quello della Spagna, ferma al 59,8%, e di 19 punti quello della Francia, al 46,4%.












