Una violenta scossa di magnitudo 7.8 al largo di Mindanao provoca vittime, crolli e centinaia di feriti. Per ore il Pacifico ha temuto onde anomale, poi l’allarme è rientrato
LA TERRA TREMA NEL PACIFICO
Le Filippine tornano a fare i conti con la forza distruttiva della natura. Un violento terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito l’arcipelago nel sud del Paese, con epicentro in mare a poche miglia dalla costa dell’isola di Mindanao.
Il bilancio provvisorio parla di almeno quindici vittime e oltre duecento feriti, ma le operazioni di soccorso sono ancora in corso e il numero delle persone coinvolte potrebbe aumentare nelle prossime ore.
CROLLI E DANNI A GENERAL SANTOS CITY
La zona più colpita è quella di General Santos City, dove la scossa ha provocato il crollo di diversi edifici e danni significativi a strutture residenziali e infrastrutture.
Il sisma, registrato a una profondità di circa 67 chilometri, è stato seguito da una forte replica di magnitudo 6.1 che ha alimentato il panico tra la popolazione già scesa in strada dopo la prima scossa.
Le squadre di emergenza e le forze dell’ordine hanno lavorato senza sosta per soccorrere i feriti, mettere in sicurezza le aree più a rischio e verificare l’eventuale presenza di dispersi sotto le macerie.
SCATTA L’ALLARME TSUNAMI
Subito dopo il terremoto è scattata la paura di uno tsunami. Il Pacific Tsunami Warning Center aveva infatti segnalato il rischio di onde anomale capaci di raggiungere diverse aree costiere delle Filippine e di altri Paesi del Pacifico, tra cui Indonesia, Taiwan e Giappone.
Le autorità hanno ordinato evacuazioni preventive nelle zone più esposte, invitando migliaia di residenti a raggiungere rapidamente aree sopraelevate.
EMERGENZA RIENTRATA
Con il passare delle ore la situazione è progressivamente migliorata. Le onde registrate si sono rivelate molto inferiori rispetto alle previsioni iniziali, raggiungendo un’altezza massima di circa un metro e quaranta centimetri.
L’allarme tsunami è stato quindi revocato, ma resta alta l’attenzione per le conseguenze del terremoto e per il rischio di ulteriori scosse di assestamento.
Le Filippine, uno dei Paesi più esposti al mondo all’attività sismica per la loro posizione lungo la cosiddetta “Cintura di Fuoco del Pacifico”, si trovano ancora una volta a fare i conti con una tragedia che ha lasciato dietro di sé distruzione, paura e una lunga conta dei danni.












