Gasolio sporco alla pompa, cresce l’allarme: motori ko e danni fino a 4.500 euro

Cinque casi segnalati in poche settimane tra Belluno e Treviso. Acqua e impurità nel carburante avrebbero mandato in tilt gli impianti di alimentazione. Ecco come tutelarsi e ottenere il risarcimento

Il pieno che può costare migliaia di euro

Fai rifornimento, riparti e dopo pochi chilometri il motore si ferma. Non è un guasto casuale, ma la possibile conseguenza di un gasolio contaminato. È quanto sta emergendo tra le province di Belluno e Treviso, dove nelle ultime due settimane sono stati segnalati cinque casi di automobilisti rimasti in panne dopo aver fatto il pieno.

Secondo le prime verifiche tecniche, all’origine dei guasti ci sarebbe carburante contaminato da acqua e altre impurità, capace di compromettere il sistema di alimentazione dei moderni motori diesel.

Danni fino a 4.500 euro

Le officine che hanno esaminato i veicoli avrebbero riscontrato la presenza di acqua nei filtri del carburante e danni alla pompa ad alta pressione e agli iniettori.

Le riparazioni non sono banali: in molti casi è necessario svuotare e bonificare il serbatoio, sostituire componenti dell’impianto di alimentazione e, nelle situazioni più gravi, intervenire persino sul motore. Il conto può variare dai 3.000 ai 4.500 euro.

Per alcune famiglie il guasto è arrivato proprio alla vigilia delle vacanze estive, costringendole a rinunciare alla partenza.

Cosa fare se sospetti carburante contaminato

Se dopo il rifornimento l’auto manifesta improvvisi problemi di alimentazione, perde potenza o si spegne, è importante evitare di continuare a circolare e raccogliere subito tutte le prove utili.

In particolare è consigliabile:

  • conservare lo scontrino o la ricevuta del rifornimento;
  • richiedere una perizia scritta all’officina;
  • farsi rilasciare un preventivo dettagliato delle riparazioni;
  • se possibile, far prelevare un campione del carburante presente nel serbatoio prima dell’intervento.

Si tratta di elementi fondamentali per dimostrare il collegamento tra il rifornimento e il danno subito.

È possibile ottenere il rimborso

I gestori degli impianti e le compagnie petrolifere sono generalmente coperti da polizze assicurative per i danni provocati da carburante difettoso. Per questo il consumatore può chiedere il risarcimento inviando una richiesta formale al gestore del distributore, allegando tutta la documentazione tecnica e fiscale.

Per ottenere il rimborso sarà necessario dimostrare sia l’avvenuto rifornimento presso quella stazione di servizio sia il nesso causale tra il carburante erogato e il guasto.

Il Codice del Consumo tutela infatti chi acquista un prodotto non conforme, e la giurisprudenza riconosce la responsabilità del gestore e, nei casi previsti, anche della compagnia petrolifera.