Gino Iorio conquista Spoleto: premio al romanzo che riporta in vita Niccolò Jommelli

Al Menotti Festival Art, nella cornice di Palazzo Mauri, riconoscimento al poeta e scrittore per l’opera dedicata al celebre compositore del Settecento, suo avo. Premi anche alle collaboratrici Rosanna Della Valle e Maria Ventre, protagoniste di un progetto che intreccia letteratura, musica e arti visive.

A Palazzo Mauri il riconoscimento alla ricerca letteraria

La storia di un grande compositore può essere raccontata attraverso le sue opere, i successi e il posto conquistato nella cultura del proprio tempo. Oppure si può provare a raggiungere l’uomo che si nasconde dietro la fama, ricostruendone passioni, inquietudini e vicende personali. È questa la strada scelta da Gino Iorio con il romanzo Niccolò Jommelli, al quale è stato assegnato il Premio di Letteratura nell’ambito del Menotti Festival Art di Spoleto, il 26 settembre scorso.

La cerimonia si è svolta a Palazzo Mauri, alla presenza di personalità del mondo letterario e artistico. A consegnare il riconoscimento è stato il professor Luca Filipponi. Il premio è stato conferito anche a Rosanna Della Valle e Maria Ventre, che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera, contribuendo a un progetto nel quale scrittura, sensibilità musicale e interpretazione figurativa trovano un terreno comune.

Per Iorio si tratta di un nuovo riconoscimento in un percorso letterario che negli ultimi anni ha ottenuto altre attestazioni. Dal 2022 al 2025, infatti, l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli ha premiato quattro sue opere: Amore, Testamento, Il profumo di ginestra e Il profumo del poeta. Un cammino che attraversa poesia e narrativa, mantenendo al centro l’esperienza umana e la dimensione intima dei sentimenti.

Jommelli, oltre il genio musicale

Al centro del romanzo c’è Niccolò Jommelli, compositore del Settecento tra le figure significative del teatro musicale europeo. Iorio sceglie di avvicinarsi a lui attraverso una prospettiva personale, cercando di restituire spessore alla sua vicenda privata accanto alla grandezza artistica. La narrazione esplora passioni, tormenti e un amore proibito che, secondo la ricostruzione proposta nel libro, avrebbe accompagnato il musicista nei suoi viaggi e lasciato tracce nella sua produzione.

A rendere particolarmente significativo questo lavoro è anche il legame familiare dell’autore con il compositore. Iorio si presenta infatti come discendente diretto di Jommelli e riconduce parte della propria ricerca ai racconti tramandati dal nonno Nicola Iommelli, custode di una memoria familiare che ha alimentato il desiderio di approfondire aspetti meno conosciuti della vita dell’avo.

La dimensione genealogica si affianca così alla ricostruzione storica e alla libertà del racconto romanzesco. Il risultato è un’opera che cerca di avvicinare il lettore non soltanto alla musica di Jommelli, ma anche alle vicende personali che possono aver accompagnato il suo percorso creativo.

Maria Ventre e Rosanna Della Valle, due sensibilità al servizio del romanzo

La costruzione del libro si avvale del contributo di Maria Ventre, musicista che ha affiancato Iorio nella ricostruzione dell’universo jommelliano. La sua competenza ha offerto un riferimento importante per restituire le atmosfere musicali del tempo e accompagnare lo sviluppo narrativo, in un dialogo costante tra la vita del compositore e la sua produzione artistica.

Accanto a lei, Rosanna Della Valle ha portato la propria esperienza di artista poliedrica, da tempo vicina al percorso creativo dello scrittore. Il suo lavoro va oltre l’illustrazione: interpreta la parola, ne raccoglie le suggestioni e le traduce in immagini, costruendo un rapporto nel quale pittura e letteratura si arricchiscono reciprocamente.

Le due collaboratrici hanno contribuito a dare forma a un progetto che non si esaurisce nella biografia romanzata di un musicista. La scrittura di Iorio, la sensibilità musicale di Ventre e la visione figurativa di Della Valle concorrono a una narrazione che mette in relazione linguaggi diversi, senza perdere di vista il suo protagonista.

Un premio che celebra l’incontro tra le arti

Il riconoscimento di Spoleto assume un significato particolare anche per il contesto in cui è stato assegnato. Il Menotti Festival Art si propone infatti come luogo d’incontro tra letteratura, musica, arti visive e teatro, valorizzando percorsi creativi che attraversano discipline differenti. La manifestazione, patrocinata da Poste Italiane, ha celebrato l’appuntamento con cartoline e annulli filatelici dedicati ai tre protagonisti.

Per Gino Iorio, il premio rappresenta una nuova tappa di un itinerario che dalla poesia approda alla narrativa storica, senza abbandonare l’attenzione per la dimensione più intima dell’esistenza. Con Niccolò Jommelli, la memoria familiare diventa materia letteraria e la figura di un protagonista della storia musicale europea viene osservata attraverso una lente personale.

È in questa scelta che si riconosce il filo conduttore della sua ricerca: avvicinare il personaggio all’uomo e riportare le vicende del passato dentro una dimensione emotiva capace di parlare al lettore di oggi.