Giustizia, Gratteri rompe il fronte: “Sorteggio truccato e membri già decisi”

Il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha lanciato parole dure nei confronti del meccanismo di sorteggio previsto per la composizione dei due Consigli superiori della magistratura (Csm) nell’ambito della riforma della Giustizia oggetto del prossimo referendum costituzionale.

Intervistato a proposito della riforma, Gratteri ha definito **“truccato” il criterio di sorteggio previsto per designare i componenti dei due Csm e dell’Alta Corte, una delle principali novità del pacchetto di modifiche su cui gli elettori saranno chiamati a esprimersi il 23 e 24 marzo prossimi.

Secondo il procuratore, la partita del sorteggio non sarebbe affatto neutrale: mentre per i magistrati il sorteggio è previsto “secco”, cioè tra tutti gli iscritti, quello per i membri laici è “temperato”. In pratica, ha spiegato Gratteri, il Parlamento selezionerebbe una rosa di candidati (ad esempio 50) da cui poi si estrarrebbero a sorte 10 membri per il Csm dei giudici e 10 per quello dei pubblici ministeri. Per Gratteri, questo sistema finisce per produrre membri laici di fatto “nominati” e non realmente sorteggiati, contraddicendo lo spirito aperto del sorteggio universale.

Gratteri ha inoltre replicato alla diffusione di un suo vecchio video su Facebook da parte di Fratelli d’Italia, in cui venivano riportate sue dichiarazioni sull’uso del sorteggio per il Csm. Il procuratore ha detto di non aver autorizzato la pubblicazione di quel contenuto e di aver deciso di denunciarne l’uso senza il suo consenso, sottolineando che le posizioni espresse nel passato non corrispondono alle attuali proposte di riforma, che a suo giudizio si discostano dall’idea di una semplice estrazione casuale.

La presa di posizione di Gratteri si inserisce nel dibattito pubblico sempre più acceso sulla riforma della Giustizia, segnata da divisioni tra favorevoli e contrari alla separazione delle carriere e all’introduzione di nuovi meccanismi per la composizione degli organi di autogoverno della magistratura.