Guerra Iran-Usa-Israele, missili e negoziati: il conflitto entra in una fase decisiva

Nuovi attacchi incrociati tra Teheran e Israele mentre Washington prova a spingere per un accordo. L’Iran nega trattative, il Golfo si divide e cresce il rischio di escalation energetica globale.

La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele entra in una fase sempre più complessa, sospesa tra escalation militare e tentativi di negoziato.

Nelle ultime ore i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno lanciato missili verso Israele e altre aree strategiche del Golfo, mentre Tel Aviv ha risposto con nuovi raid su obiettivi militari in territorio iraniano.

Colpita anche la regione di Tel Aviv, dove almeno un missile con una potente testata esplosiva ha causato danni significativi agli edifici, riportando il conflitto nel cuore delle città.

Parallelamente, continuano gli attacchi israeliani su Teheran e in Libano, con vittime e infrastrutture colpite, segno di una guerra che ormai si muove su più fronti.

Sul piano politico, però, si apre uno scenario diverso. Gli Stati Uniti stanno spingendo per un possibile accordo, con un piano articolato che potrebbe portare a una tregua temporanea. Ma da Teheran arriva una chiusura netta: nessun negoziato reale in corso, e accuse a Washington di “trattare con sé stessa”.

Il quadro si complica ulteriormente nel Golfo. Alcuni Paesi chiedono una linea dura contro l’Iran, altri tentano la mediazione. Intanto lo Stretto di Hormuz, snodo vitale per il petrolio mondiale, riapre solo parzialmente e sotto condizioni, alimentando timori sui mercati energetici.

E proprio l’energia resta il vero nervo scoperto del conflitto. Le tensioni sul petrolio e sui trasporti marittimi rischiano di avere conseguenze dirette anche sull’Europa, con possibili ripercussioni su prezzi e forniture.

La guerra, iniziata a fine febbraio con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani, si è trasformata in poche settimane in un confronto regionale a più livelli, tra operazioni militari, pressione diplomatica e guerra economica.

Adesso il punto è uno solo: capire se i negoziati riusciranno davvero a fermare l’escalation o se siamo solo all’inizio di una fase ancora più dura del conflitto.