La crisi tra Iran e Stati Uniti si aggrava con un nuovo episodio destinato ad alimentare la tensione in Medio Oriente. Un attacco missilistico contro due petroliere nello Stretto di Hormuz ha provocato la morte di un membro dell’equipaggio e il ferimento di altre otto persone. Gli Emirati Arabi Uniti puntano il dito contro Teheran, mentre il presidente americano Donald Trump promette una risposta militare e annuncia nuovi attacchi
Attacco alle petroliere: un morto e otto feriti
Secondo le autorità emiratine, le petroliere Mombasa e Al-Bahiyah, in navigazione lungo la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, nelle acque territoriali dell’Oman, sarebbero state colpite da due missili da crociera lanciati dall’Iran.
Nell’attacco ha perso la vita un marittimo indiano imbarcato sulla Mombasa, mentre altre otto persone sono rimaste ferite, tra cui sei cittadini indiani e due ucraini. Quattro dei feriti sarebbero in gravi condizioni. Le esplosioni hanno inoltre provocato incendi e danni alle due imbarcazioni.
Gli Emirati: “Grave violazione del diritto internazionale”
Abu Dhabi ha definito l’attacco una “grave e flagrante violazione del diritto internazionale”, accusando l’Iran di mettere a rischio la sicurezza della navigazione e la stabilità dell’intera regione.
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato che il Paese si riserva “il pieno diritto di rispondere a questa escalation”, lasciando intendere possibili ritorsioni nei confronti di Teheran.
Trump alza i toni: “Colpiremo le capacità iraniane”
La risposta di Washington non si è fatta attendere. Parlando dallo Studio Ovale, Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti sono pronti a lanciare nuovi raid contro l’Iran.
“Colpiremo tutte le loro capacità che hanno a che fare con lo Stretto di Hormuz“, ha dichiarato il presidente americano, sostenendo che Teheran avrebbe violato gli accordi e promettendo un’azione militare rapida.
Trump ha inoltre ribadito che gli Stati Uniti intendono mantenere il controllo sulla sicurezza dell’area, definendo “folle” il comportamento del governo iraniano.
Il nodo Hormuz e la richiesta di “rimborso”
Nel suo intervento, il presidente americano ha affrontato anche il tema economico della crisi, tornando sulla questione dei costi sostenuti da Washington per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
“Gli Stati Uniti vogliono essere rimborsati“, ha affermato Trump, spiegando che gli Usa stanno sostenendo il peso della protezione di una delle rotte commerciali più strategiche al mondo.
Dallo Stretto di Hormuz transita infatti una quota significativa delle esportazioni mondiali di petrolio e ogni escalation militare nell’area rischia di avere ripercussioni sui mercati energetici internazionali, oltre che sugli equilibri geopolitici globali.
Con l’ennesimo episodio di violenza e lo scambio di minacce tra Washington e Teheran, cresce il timore di un’ulteriore estensione del conflitto in una delle aree più delicate del pianeta.












