Dal grano dell’Ucraina alla soia in Argentina, fino alle crisi in Congo: il cibo diventa campo di battaglia globale. A Napoli, al Casa Cinema, la proiezione del nuovo film di Francesco De Augustinis che chiude il progetto ONE EARTH: un viaggio tra conflitti, agribusiness e crisi alimentari globali che mette in discussione il futuro della nutrizione sul pianeta
IL CIBO COME NUOVO FRONTE DEI CONFLITTI GLOBALI
Come sfameremo 10 miliardi di persone nel 2050? E soprattutto: a quale prezzo?
Sono queste le domande al centro di “How to Feed the Planet”, il nuovo documentario di Francesco De Augustinis, in programma il 10 giugno alle 21.15 al Casa Cinema di Napoli.
Un film che non si limita a raccontare la crisi alimentare, ma la ribalta: il cibo non è più solo una risorsa da produrre, ma un elemento strategico che alimenta tensioni, squilibri e conflitti.
DAL CAMPO ALLA GUERRA: UCRAINA, CONGO, ARGENTINA
Nel racconto del regista, il sistema alimentare globale diventa una mappa di fragilità.
Dall’Ucraina — definita il “granaio d’Europa” — fino alla Repubblica Democratica del Congo, passando per l’Argentina e l’espansione della soia, il documentario mostra come la competizione per terre fertili e risorse agricole sia sempre più intrecciata agli scenari di guerra.
Non solo petrolio o terre rare: oggi anche il cibo è potere.
IL PARADOSSO DELLA PRODUZIONE: PIÙ CIBO NON SIGNIFICA PIÙ EQUILIBRIO
Al centro del film c’è una domanda scomoda: aumentare la produzione alimentare è davvero la soluzione?
Il documentario mette in discussione il modello industriale globale, evidenziando come deforestazione, allevamenti intensivi e monoculture stiano creando un sistema insostenibile, capace di generare più disuguaglianze che sicurezza alimentare.
Un modello che, secondo il film, rischia di trasformare la crisi del cibo in una crisi geopolitica permanente.
UNA SCELTA POLITICA PER IL FUTURO DEL PIANETA
Per De Augustinis non si tratta solo di ambiente o economia, ma di una scelta politica decisiva.
“Possiamo continuare su questa strada — spiega il regista — oppure correggere il sistema e costruire un modello più equo e sostenibile. La direzione che prenderemo oggi determinerà il futuro tra pace e conflitto”.
Una riflessione che attraversa l’intero film e che trova eco nelle testimonianze raccolte tra esperti, attivisti e giornalisti.
DA NAPOLI ALLE SALE ITALIANE
Dopo l’anteprima al Festival delle Terre di Roma, il documentario sarà proiettato in oltre 20 cinema in tutta Italia.
Alla serata napoletana interverranno anche Angelica De Vito, esperta di migrazioni climatiche, e il giornalista del Corriere della Sera Alessandro Sala, per approfondire i temi al centro del film.
Un viaggio che parte dal cibo, ma arriva dritto al cuore delle grandi crisi del nostro tempo.












