I Pasdaran minacciano il mondo. Il tappo allo stretto di Hormuz che ferma l’economia mondiale

di Italia Mele

I Pasdaran lanciano una minaccia al mondo che è più di un anatema e di una fatwā messe insieme. 
“Pagherete il greggio 200 dollari a barile” ma non solo…


I Pasdaran controllano lo stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito delle petroliere e, in generale, della movimentazione via mare di materie essenziali all’industria.

Nonostante questo Donald Trump ha ribadito che lo stretto di Hormuz:

È in ottima forma” (?)

Provando a rassicurare gli Stati Uniti e il mondo di essere in totale controllo della crisi in Medio Oriente e sostenendo che il conflitto cesserà quando lui lo vorrà,

promettendo,  che le navi nello stretto di Hormuz saranno protette da qualsiasi minaccia provenga da Teheran.

Nel frattempo i pasdaran bloccano lo stretto di Hormuz e tre mercantili sono stati colpiti e minacciano il mondo  “Da Hormuz non passerà più niente”.

Il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz sta paralizzando il traffico marittimo, con forti ripercussioni sull’economia mondiale.

Il vero problema:

Il realtà anche se Trump dice di aver distrutto tutte le navi posa mine,

piu dei missili e delle mine, a frenare le navi è la mancanza di coperture assicurative per le zone di guerra.

In caso di incidenti, gli armatori si troverebbero a fare i conti con costi insostenibili per riparare ai danni al carico, all’ambiente e all’equipaggio.

Lo Stretto di Hormuz è uno degli snodi cruciali per l’economia e la gestione di risorse energetiche dell’intero pianeta. Situato tra l’Iran e l’Oman,

 collega il Golfo Persico con il Golfo dell’Oman e il Mar Arabico, permettendo ai principali produttori di petrolio della regione (Arabia Saudita, Emirati Arabi, Iraq e lo stesso Iran) di esportare il greggio verso i mercati mondiali.

La Cina è preoccupata

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa che “lo Stretto di Hormuz e le acque circostanti sono importanti rotte per il commercio internazionale di beni ed energia”.