Il corpo come memoria: le leggende di Napoli rivivono in scena a Donnalbina

Nella chiesa di Santa Maria Donnalbina la danza incontra il mito: ARB Dance Company porta in scena Matilde Serao tra memoria, corpo e partecipazione del pubblico

La chiesa di Santa Maria Donnalbina si è trasformata in un luogo sospeso tra sacro e profano, memoria e presente, accogliendo lo spettacolo “La Scelta. Donna Regina, Donn’Albina, Donna Romita”, produzione della ARB Dance Company inserita nella rassegna “Altri Natali, la cultura è plurale” promossa dal Comune di Napoli. Una cornice potente, carica di storia, che ha amplificato il senso di un’opera capace di parlare alla città attraverso il linguaggio del corpo.

Diretto artisticamente da Annamaria Di Maio, con la regia di Michele Casella e la coreografia di Irma Cardano, lo spettacolo ha visto in scena Raffaele Iorio, Monica Cristiano, Valeria Di Lorenzo e Martina Golino, protagonisti di una performance intensa, evocativa, profondamente radicata nell’anima napoletana.

Il lavoro prende ispirazione da una delle “Leggende Napoletane” di Matilde Serao, rielaborando in chiave contemporanea il mito fondativo di tre luoghi simbolici della città. Al centro della narrazione c’è una scelta radicale e dolorosa: tre sorelle, un amore conteso, una rinuncia che spezza la continuità del nome ma apre a una trasformazione più profonda. Una fine solo apparente che diventa nascita, possibilità, mutamento.

“La Scelta” non è solo una pièce di danza, ma un percorso drammaturgico stratificato, in cui la dimensione tersicorea si intreccia con il racconto, il simbolo, l’ascolto. Il corpo diventa archivio di memoria, luogo di conflitto tra dovere e desiderio, tra ciò che si è e ciò che si sceglie di diventare. Temi universali che, attraverso la leggenda, parlano ancora con forza al presente.

Come sottolinea il regista Michele Casella:
«La leggenda delle tre sorelle, raccontata da Matilde Serao, non rappresenta soltanto un percorso eziologico, ma anche una riflessione sull’amore, sulla responsabilità della scelta, sull’eterno conflitto fra dovere e volere. È proprio su questi aspetti che si è concentrata la nostra ricerca coreografica».

Uno degli elementi più significativi del progetto è stato il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato a superare il ruolo di semplice spettatore. Attraverso il “muro della scelta”, spazio simbolico e partecipativo, ciascuno ha potuto lasciare una traccia della propria idea di scelta, trasformando la visione in esperienza condivisa e collettiva.

Con questo lavoro, la ARB Dance Company conferma il proprio impegno in una ricerca artistica che mette al centro il patrimonio culturale napoletano, restituendo alla danza il ruolo di strumento vivo di dialogo tra mito e contemporaneità, tra passato e presente. Un gesto artistico che non si limita a raccontare Napoli, ma la interroga, la coinvolge, la chiama — ancora una volta — a scegliere.