Il killer di Porta Capuana confessa ma precisa: “non avevo premeditato di uccidere”

La confessione è arrivata: ha fatto fuoco ma c’è stato anche un chiarimento. Nessuna intenzione di uccidere, quindi niente premeditazione, perchè la volontà era quella di rispondere ad una offesa subita in precedenza. In tutta questa storia, inoltre, la sua compagna non c’entra. La donna era con lui, la notte del delitto, ma non era a conoscenza dell’arma e della volontà di sparare. Queste in breve le rivelazioni rese in interrogatorio davanti al pm di Ernesto Maddaloni, classe 1994, finito in cella come responsabile dell’omicidio di Alessandro Gravino, messo a segno lo scorso 4 luglio nei pressi di Porta Capuana. La scorsa settimana gli arresti di Maddaolni e Immacolata Brunetti, con cui quest’ultimo intrattiene una relazione sentimentale. Lunedì scorso la svolta rispetto alle investigazioni. Ripetiamo, lo stesso in sede di confessione, ha negato una premeditazione. Una posizione quest’ultima che va nella direzione opposta a quella della Procura, dal momento che in questa storia viene ipotizzata l’accusa di omicidio aggravato proprio dalla premeditazione. Anche la Brunetti è stata interrogata e la sua posizione risulta chiara: “non sapevo che fosse armato, quella pistola è spuntata all’improvviso”. Tra l’altro lei stessa ha affermato di averlo visto allontanare per un quarto d’ora per fare benzina. Tempo compatibile con l’eventuale reperimento di una pistola. Intanto, regge la misura cautelare firmata la scorsa settimana dal giudice. È il Tribunale del Riesame a rigettare la richiesta di revoca degli arresti in cella per Brunetti, mentre ora si attende il pronunciamento per Maddaloni. Confermato anche il movente passionale. Lo stesso Maddaloni ha riferito di essere stato offeso recentemente dalla vittima. Vicenda che ha spinto i residenti di porta Capuana, rispetto alla sicurezza del posto, a chiedere di disarmare la zona. Ancora ieri, un episodio di violenza predatoria ha interessato una turista. L’aggressore è ora agli arresti domiciliari