Ne abbiamo parlato ieri nel telegiornale delle 13.30, raccontando ciò che accade a Vico Equense: spiagge libere ridotte a pochi metri, accessi difficili e una giornata al mare che può costare anche 50 euro.
Ma Vico Equense non è un’eccezione. È il simbolo di un problema che attraversa buona parte del litorale campano, lo spazio pubblico arretra, quello a pagamento avanza e raggiungere il mare senza mettere mano al portafoglio diventa sempre più difficile. All’indomani della denuncia, la giunta Regione Campania interviene e mette nero su bianco un richiamo indirizzato ai sindaci dei Comuni costieri e all’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. Una sorta di vademecum, ma anche un avvertimento: le regole esistono e devono essere applicate.
I punti salienti
Il primo punto riguarda l’accesso al mare, che deve essere libero e gratuito. Nessun lido può trasformarsi in una barriera tra la strada e la battigia. Poi ci sono le spiagge libere, che non possono essere tali soltanto sulla carta. Il noleggio di lettini e ombrelloni non deve occupare l’intero arenile, relegando chi arriva con il telo in spazi sempre più piccoli. La Regione ricorda anche che i bambini sotto i 12 anni, se accompagnati da un adulto, hanno diritto a entrare gratuitamente negli stabilimenti balneari.
La Regione chiede più controlli
Il richiamo riguarda tutta la Campania, ma arriva dopo le proteste esplose a Vico Equense, dove gli spazi gratuiti si concentrano alle Calcare e al Pezzolo, mentre a Marina di Vico non esiste un tratto di arenile completamente libero. Ora, però, il punto non è soltanto ribadire le regole. La Regione chiede ai Comuni costieri di intensificare la vigilanza, verificare concessioni, occupazione degli spazi e rispetto degli accessi. In altre parole: servono controlli, controlli veri.












