Un colpo preciso, micidiale e inquietante. Venerdì 2 gennaio, alle nove del mattino, la tranquillità del Palazzo di Giustizia di Napoli è stata scossa da un episodio che sa di giallo. Un proiettile esploso dall’esterno ha perforato due vetrate della Torre C, conficcandosi all’interno dell’ufficio della Procura generale. La traiettoria era ad altezza d’uomo: se qualcuno fosse stato presente — magistrato, cancelliere o impiegato — avrebbe rischiato la vita.
L’ufficio colpito ospita il procuratore generale Aldo Policastro, l’avvocato generale Simona Di Monte, quattro sostituti procuratori generali e personale amministrativo. La scena era quasi surreale: le vetrate trapassate simmetricamente, il proiettile a terra dopo un rimbalzo sul muro, come una freccia che trova la sua meta. Immediate le indagini: sul posto la Mobile di Napoli, guidata dal primo dirigente Giovanni Leuci, e la scientifica che ha repertato il proiettile. Il fascicolo è nelle mani dei procuratori aggiunti Sergio Amato e Giuseppina Loreto, sotto il coordinamento del procuratore Nicola Gratteri, con la competenza funzionale trasferita alla Procura di Roma, visto il possibile coinvolgimento di magistrati tra le vittime.
Il mistero ruota attorno alla provenienza del colpo. L’ufficio colpito si trova al dodicesimo piano della Torre C, difficilmente raggiungibile sparando dalla strada. La precisione e la profondità del proiettile escludono l’ipotesi di un colpo vagante dei festeggiamenti di Capodanno. Due le piste principali su cui stanno lavorando gli investigatori: qualcuno potrebbe aver sparato con un fucile da un balcone o un terrazzo vicino, oppure il proiettile potrebbe essere stato lanciato tramite drone modificato, tecnologia già utilizzata in scenari bellici.
Venerdì mattina scatta l’allarme all’interno della Procura generale. L’ufficio di polizia interna, guidato dal dirigente Angelo Sacchetti, blocca immediatamente la zona. Il procuratore Policastro interrompe la giornata di ferie e raggiunge la stanza colpita, che ospita fascicoli e pratiche sulle demolizioni abusive, uno dei settori su cui ha concentrato la sua attenzione dall’insediamento, nell’ottobre 2024. Resta però da chiarire il movente: un avvertimento? Una provocazione? O semplicemente un gesto di pura violenza cieca?
Il colpo alla Procura generale non è isolato. Nelle ultime settimane, gli uffici Eav di Porta Nolana hanno registrato colpi di arma da fuoco: quattro fori nella facciata esterna hanno spinto la Procura di Napoli ad aprire un fascicolo separato, passando al setaccio le scelte del recente management dell’ente che gestisce i trasporti nell’area metropolitana.
Intanto, sul palcoscenico del giallo giudiziario, resta la domanda centrale: da dove è partito il proiettile? Balcone, terrazzo, drone o altra tecnologia? Gli investigatori stanno cercando riscontri, ma la precisione del colpo e la scelta dell’ufficio colpito rendono il caso complesso e carico di tensione.











