Il ritorno di Falstaff e le prove d’armonia al Teatro di San Carlo

Il Teatro di San Carlo riporta in scena Falstaff, l’ultimo, geniale sorriso di Giuseppe Verdi. Un ritorno atteso, che mancava dal palcoscenico del Massimo napoletano da oltre dieci anni e che inaugura uno dei momenti più simbolici della Stagione d’Opera 2025-2026. Dal 15 febbraio 2026, per cinque recite fino al 24 febbraio, il capolavoro verdiano tornerà a parlare al pubblico partenopeo, ricordando che la grande musica, a Napoli, non è mai un semplice fatto di repertorio, ma una dichiarazione d’identità.

Ma mentre sul palco si prepara la festa, dietro le quinte il clima resta sospeso. La conferenza stampa di oggi con il sovrintendente Fulvio Adamo Macciardi ha riacceso i riflettori su una questione che da mesi accompagna la vita del San Carlo: i rapporti con il sindaco di Napoli e presidente della Fondazione, Gaetano Manfredi.

Di “pace” si parla, ma a bassa voce. Perché proprio oggi, al Tribunale civile, prende il via l’azione legale promossa dal sindaco, con i giudici chiamati a valutare la legittimità dell’iter che ha portato alla nomina di Macciardi. Un contenzioso che pesa, e non poco, sull’equilibrio istituzionale del teatro più antico d’Europa.

Eppure, un segnale è arrivato. Nel primo Consiglio di indirizzo del 2026, convocato e presieduto da Manfredi, il bilancio di previsione 2026, il primo dell’era Macciardi, è stato approvato all’unanimità. Un voto che vale più di molte dichiarazioni: non sancisce la riconciliazione, ma somiglia a una tregua armata, necessaria per evitare che le tensioni amministrative finiscano per oscurare la missione artistica.

Il San Carlo, oggi, sembra camminare su una linea sottile: da un lato il prestigio della sua storia e il ritorno di un titolo simbolo come Falstaff, dall’altro una governance che cerca stabilità mentre la giustizia fa il suo corso. In mezzo, il teatro stesso, che chiede una sola cosa: continuità, visione e silenzio istituzionale sufficiente perché la musica possa, ancora una volta, parlare più forte di tutto il resto.