Via libera definitivo del Senato al disegno di legge sulla Corte dei Conti, che diventa così legge dello Stato dopo l’approvazione già incassata alla Camera. L’Aula di Palazzo Madama ha confermato senza modifiche il testo licenziato da Montecitorio: 93 i voti favorevoli, 51 i contrari e 5 gli astenuti.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il provvedimento entrerà ufficialmente in vigore, introducendo una serie di modifiche rilevanti in materia di responsabilità amministrativa e contabile.
Tra i punti più discussi del ddl c’è la stabilizzazione dello “scudo erariale”, la misura introdotta in via emergenziale durante la pandemia di Covid-19 nel 2020 e prorogata più volte fino alla fine del 2025. La norma limita la responsabilità dei funzionari pubblici ai soli casi di dolo, escludendo quindi la colpa grave nelle azioni di responsabilità contabile davanti alla Corte dei Conti.
Secondo i promotori, la misura punta a ridurre la cosiddetta “paura della firma” all’interno della pubblica amministrazione, favorendo decisioni più rapide e una maggiore capacità di spesa, soprattutto in relazione all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e agli investimenti pubblici.
Di segno opposto le critiche delle opposizioni, che hanno espresso forti perplessità sul rischio di un indebolimento dei controlli e di una riduzione delle garanzie contro eventuali sprechi o cattiva gestione delle risorse pubbliche. In Aula non sono mancati interventi che hanno parlato di un possibile arretramento sul piano della tutela dell’interesse erariale.
Il ddl interviene anche sul ruolo e sulle funzioni della Corte dei Conti, ridefinendo alcuni ambiti di controllo e rafforzando l’impostazione preventiva rispetto a quella sanzionatoria, in linea con l’obiettivo dichiarato di accompagnare l’azione amministrativa piuttosto che ostacolarla.
Con il voto di oggi, la maggioranza porta a casa uno dei provvedimenti più delicati in tema di riforma della pubblica amministrazione, destinato a incidere in modo significativo sui rapporti tra politica, funzionari e organi di controllo.











