Imprenditore scomparso da quattro mesi nel Vesuviano, svolta nell’inchiesta: quattro fermati

La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli contesta il sequestro di persona, la morte come conseguenza di altro reato e l’occultamento di cadavere. Francesco Vorraro, 58 anni, era sparito nel nulla lo scorso 9 febbraio

Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Francesco Vorraro, l’imprenditore vesuviano di 58 anni del quale si sono perse le tracce lo scorso 9 febbraio. Nella notte i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno eseguito quattro provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte nella vicenda.

I reati contestati sono particolarmente gravi: sequestro di persona, morte come conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere. Un quadro accusatorio che lascia ipotizzare che gli investigatori abbiano ormai escluso l’allontanamento volontario dell’uomo, concentrandosi invece su una possibile azione criminale culminata con la sua morte.

La scomparsa e mesi di ricerche

La vicenda aveva preso avvio con la denuncia dei familiari, preoccupati per l’improvvisa sparizione dell’imprenditore. Da allora sono scattate indagini complesse e articolate che hanno visto impegnati i carabinieri per diversi mesi.

Nelle scorse settimane gli investigatori avevano effettuato anche ricerche approfondite nel Vesuviano, arrivando a utilizzare mezzi meccanici e ruspe per scandagliare alcune aree ritenute di interesse investigativo nella speranza di individuare il corpo dell’uomo.

L’inchiesta della DDA

L’indagine è coordinata dal pubblico ministero antimafia Giuseppe Visone e si sviluppa nell’ambito della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, elemento che conferma la particolare delicatezza del caso e la complessità degli accertamenti svolti negli ultimi mesi.

Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sul ruolo attribuito ai quattro fermati né sugli elementi che hanno portato all’emissione dei provvedimenti restrittivi.

Il nodo del cadavere

Nonostante la svolta investigativa, resta aperto uno degli aspetti più dolorosi della vicenda: il ritrovamento del corpo dell’imprenditore. Proprio l’accusa di occultamento di cadavere lascia intendere che gli inquirenti stiano ancora lavorando per individuare il luogo in cui potrebbe essere stato nascosto.

Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto a Francesco Vorraro dopo il 9 febbraio e per chiarire movente, dinamica e responsabilità dell’episodio che ha sconvolto il territorio vesuviano.