di Alessandra Martino
Le speranze si sono infrante una dopo l’altra, come in un conto alla rovescia che nessun genitore avrebbe mai voluto vivere. Sono sei le vittime italiane dell’incendio divampato nella notte di Capodanno nella discoteca “Le Constellation” di Crans-Montana, in Svizzera. A confermarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Purtroppo le vittime italiane sono sei, tutte accertate».
Le salme rientreranno in Italia con un volo di Stato dell’Aeronautica militare, mentre i feriti verranno progressivamente trasferiti negli ospedali italiani: tre al Niguarda di Milano e uno a Torino.
Ore di angoscia e l’esito degli esami del Dna
Per le famiglie dei ragazzi dispersi è stata una lunga notte fatta di attese, rabbia e dolore. Le autorità svizzere hanno scandito le ore con bollettini ripetuti due volte al giorno: numeri, vittime, feriti, identificazioni. Poi l’ultimo passaggio, quello più temuto: gli esami del Dna effettuati all’ospedale di Losanna, che hanno incrociato i profili genetici dei familiari con quelli dei corpi recuperati nel locale.
Prima la conferma della morte di otto giovani svizzeri, poi quella dei ragazzi italiani. A cadere per primi sono stati Giovanni Tamburi, 16 anni, bolognese, Achille Barosi, 16 anni, milanese, ed Emanuele Galeppini, 17 anni, genovese residente a Dubai. Nella giornata successiva è arrivata anche l’identificazione di Chiara Costanzo.
Alle prime quattro vittime si sono aggiunti Riccardo Minghetti, romano, e Sofia Prosperi, 15 anni, ticinese ma nata a Roma. Con loro si è chiuso definitivamente il cerchio delle speranze.
Chi erano i ragazzi morti nell’incendio
Giovanni Tamburi frequentava il liceo scientifico “Righi” di Bologna ed era in vacanza con il padre. La madre aveva lanciato appelli accorati in televisione, chiedendo aiuto e notizie.
Achille Barosi, studente dell’artistico delle Suore Orsoline, era riuscito a uscire dalla discoteca, ma era rientrato per recuperare il giubbotto e il cellulare.
Emanuele Galeppini era considerato una promessa del golf, inserito nel ranking mondiale.
Chiara Costanzo è stata identificata domenica mattina: il padre Andrea aveva già detto di non nutrire più speranze.
Sofia Prosperi viveva a Castel San Pietro, nel Canton Ticino, e frequentava l’International School of Como. La sua presenza nella discoteca è stata confermata da video girati pochi istanti prima dell’incendio.
Riccardo Minghetti, studente del liceo scientifico “Stanislao Cannizzaro” di Roma, è stato cercato fino all’ultimo dal padre negli ospedali svizzeri, nella speranza che fosse tra i feriti non ancora identificati.
Il dolore delle famiglie e il rientro in Italia
Le autorità diplomatiche italiane hanno ricevuto la conferma dei decessi dalla polizia elvetica, che aveva già informato i familiari con il supporto di psicologi. Ora sarà la Farnesina a occuparsi del rientro delle salme e dell’assistenza ai parenti.
Molte famiglie si conoscevano già: avevano seconde case a Crans-Montana, i figli erano cresciuti insieme. Alcuni avevano cenato insieme la sera di San Silvestro, prima di salutare i ragazzi diretti in discoteca per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
Un nuovo anno che, per loro, è iniziato nel modo più tragico possibile.












