Il gip di Avellino dispone l’archiviazione per 22 posizioni nel filone sulle sponsorizzazioni legate al procedimento su Gianluca Festa, ritenendo insufficienti gli elementi per sostenere l’accusa; tra gli archiviati anche l’ex vicesindaca.
Il Tribunale di Avellino ha disposto l’archiviazione delle posizioni di 22 persone coinvolte nel filone investigativo dell’inchiesta “Dolce Vita”, avviata dalla Procura del capoluogo irpino e collegata all’arresto dell’ex sindaco Gianluca Festa.
Tra coloro per cui il giudice per le indagini preliminari Giulio Argenio ha firmato il decreto figura anche l’ex sindaca di Avellino, Laura Nargi, all’epoca vicesindaco. Secondo il gip, non ci sono elementi sufficienti per sostenere l’accusa in tribunale, dato che dalle indagini non emerge “una ragionevole previsione di condanna” nei confronti degli archiviati.
Il provvedimento riguarda diverse persone – tra amministratori comunali, dirigenti, imprenditori e organizzatori di eventi – che erano state indagate, nell’ambito delle sponsorizzazioni collegate alle attività dell’allora sindaco. Nel caso di Nargi, emerge che, pur essendo stata informata in alcune circostanze, non avrebbe avuto un ruolo decisionale o operativo negli episodi ipotizzati dalla Procura.
Archiviazioni sono state disposte anche per il segretario generale del Comune, il vice comandante della Polizia municipale e diverse altre figure pubbliche e private che avevano ricevuto contestazioni sul presunto favoreggiamento o coinvolgimento in attività legate agli appalti o alle sponsorizzazioni.
Il gip ha inoltre evidenziato che, pur emergendo anomalie nei rapporti professionali o personali con Festa, le prove raccolte non risultano sufficienti per configurare responsabilità penale. Tramite il proprio legale, Nargi ha espresso soddisfazione per il provvedimento, ribadendo la propria estraneità rispetto alle accuse iniziali e sottolineando di essere stata a lungo oggetto di “macchina del fango” prima della decisione giudiziaria.
Intanto, il processo relativo al filone principale dell’inchiesta, con 26 imputati tra cui Festa stesso, è fissato per l’avvio in Tribunale ad Avellino il prossimo 24 aprile.












