di Oscar De Simone
Incidenti simulati con tanto di testimonianze “belle e pronte per l’occasione”, utili all’assicurazione che poi si trova costretta a risarcire. Meccanismo che, a quanto pare, funziona anche per vetture con targa polacca ma senza assicurazione. Nel caso specifico, a pagare è il PBUK, che fa da fondo di garanzia nazionale per i veicoli immatricolati in Polonia. E’ in questa direzione che si stanno muovendo da Varsavia con l’intento di recuperare crediti, a fronte dei circa 40 milioni spesi in risarcimenti tutt’altro che “limpidi”. Molte di queste cause sono già partite all’inizio dell’anno presso tribunali italiani e, a confermarlo, è Mariusz Wichtowski, presidente del PBUK, che non usa mezzi termini: “Pagherete per tutto e sarà doloroso”. L’avvertimento è per tutti coloro i quali hanno auto immatricolate in terra polacca ma che lì, in realtà, non sono mai entrate. Per questo, secondo gli accertamenti dell’ufficio centrale delle assicurazioni polacco, una buona parte dei sinistri liquidati potrebbe essere falsa. Tutti questi, tra l’altro, hanno un filo conduttore: nessun riscontro delle forze di polizia, testimoni che siglano un banale foglio di carta, poi la richiesta di rimborso e l’assegno del PBUK (Polish Motor Insurers’ Bureau). Va detto, inoltre, che in Polonia ci sono già stati degli arresti e come afferma Wichtowski: “molti italiani sono stati identificati come partecipanti a questo business”












