Inflazione al 3,3%: l’estate del caldo record lascia una bolletta pesante

Il fresco è durato il tempo di accendere il condizionatore. Il conto, invece, rischia di accompagnare le famiglie fino all’autunno.

Dopo un agosto trascorso a cercare sollievo dal caldo con climatizzatori in funzione giorno e notte, arriva la nuova fiammata dei prezzi: l’inflazione sale dello 0,5% in un mese e raggiunge il 3,3% su base annua, contro il 2,9% di luglio. È il valore più alto da settembre 2023, appena sotto il 3,4% previsto dagli analisti.

A spingere l’indice non è ancora un rincaro generalizzato, ma una percentuale precisa e violenta: quella dell’energia. Gli energetici non regolamentati accelerano dall’11,4% al 16,9%, mentre quelli regolamentati passano dal 14,8% al 18,8%.

Rincari anche per i napoletani

Dati nazionali che coinvolgono direttamente anche la Campania: tra temperature roventi, climatizzatori indispensabili e spostamenti quotidiani, le famiglie rischiano una doppia stangata: consumano più energia proprio mentre l’elettricità costa il 9,7% in più nel tutelato e il 17,9% in più nel mercato libero.

E ogni pieno più caro può trasformarsi in maggiori costi per trasporti, imprese e distribuzione.
La buona notizia è che l’inflazione di fondo rallenta dall’1,6% all’1,5%; quella senza energetici scende dall’1,8% all’1,7%. Frenano i servizi ricreativi e per la cura della persona, dal 3% al 2,6%, e i servizi di trasporto, dall’1,6% allo 0,9%.

Il costo degli alimentari

Il carrello della spesa resta stabile al più 1%, ma i prodotti acquistati più spesso accelerano dal 3,4% al 4,3%. Gli alimentari segnano più 1,1%: lavorati a meno 0,2%, freschi a più 3,7%. Ortaggi e legumi salgono del 3,8%, frutta e frutta a guscio arretrano dell’1,7%.
L’inflazione acquisita per il 2026 è ora del 2,9%, contro il 3,1% stimato a luglio dalla Banca d’Italia; per la componente di fondo è dell’1,9%.

La spesa alimentare, dunque, per il momento regge. Ma bollette e carburanti stanno già restringendo il margine economico delle famiglie.