Il nuovo punto di ritiro installato nel centro Azul Padel è il più grande mai realizzato in Italia: 14 metri di lunghezza. In Campania la rete cresce del 26% in un anno e supera quota mille punti di ritiro
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Quattordici metri di lunghezza possono raccontare molto più di un semplice punto di ritiro. Possono raccontare come sta cambiando il modo di acquistare, ricevere e restituire ciò che arriva dall’altra parte dello schermo.
È a Napoli che InPost ha scelto di collocare il suo locker italiano numero 6000, un traguardo simbolico per l’azienda e, nello stesso tempo, un indicatore della trasformazione che sta interessando la logistica dell’e-commerce. Il nuovo impianto è stato installato all’interno del centro Azul Padel, in via Pallucci 160, e con i suoi 14 metri di lunghezza è il locker più grande mai realizzato da InPost in Italia.
Non è soltanto una scelta numerica. La città diventa così il luogo nel quale viene celebrato un passaggio importante della crescita della rete nazionale, con un’attenzione particolare a un territorio, quello campano, che negli ultimi mesi ha registrato uno sviluppo superiore alla media.
LA CAMPANIA SUPERA I MILLE PUNTI
Nei primi otto mesi del 2026, i punti di ritiro InPost presenti in Campania sono arrivati a 1.023: 474 locker e 549 InPost Point.
Rispetto allo stesso periodo del 2025 significa una crescita del 26%.
Un dato che fotografa una modifica progressiva delle abitudini legate agli acquisti online. Il pacco non deve necessariamente arrivare davanti alla porta di casa: può essere intercettato lungo il percorso quotidiano, in un luogo scelto dall’utente e ritirato secondo tempi più flessibili.
È la logica dell’Out of Home, il modello sul quale InPost ha costruito una parte importante della propria espansione europea.
E la Campania, all’interno di questo sviluppo, rappresenta oggi uno dei territori più dinamici.
Non a caso, proprio nella regione si trova anche il locker più utilizzato dell’intero Sud Italia. È quello di via Prudente 3, a Salerno, che nei primi mesi del 2026 è risultato anche il terzo locker più utilizzato in assoluto in Italia.
Numeri che danno una dimensione concreta a una rete che non cresce soltanto in termini di installazioni, ma anche nell’utilizzo quotidiano.
UN LOCKER CHE DIVENTA UN’OPERA
Il punto scelto per il traguardo dei 6.000 locker ha anche una caratteristica particolare.
Il grande impianto installato a Napoli è stato infatti personalizzato con un murale realizzato dall’illustratrice Irene Ghillani, rappresentata da Opera Illustration.
Una scelta che porta il locker fuori dalla dimensione puramente funzionale.
Lo stile pop dell’artista, caratterizzato da colori accesi e forme immediate, reinterpreta alcuni degli elementi più riconoscibili della cultura napoletana, trasformando la superficie della struttura in una sorta di racconto visivo della città.
Il risultato è un oggetto nato per svolgere una funzione logistica che diventa, almeno per un tratto, parte dello spazio urbano.
Ed è anche questo uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione dei punti di ritiro: la loro presenza fisica si sta moltiplicando nei luoghi della vita quotidiana, dagli esercizi commerciali agli impianti sportivi, fino agli spazi di maggiore passaggio.
IL RECORD DI NAPOLI DENTRO UNA RETE IN CRESCITA
Il traguardo italiano arriva mentre anche la rete europea di InPost continua ad allargarsi.
Alla fine del secondo trimestre del 2026, il Gruppo ha superato i 98.200 punti di ritiro complessivi nei nove Paesi nei quali opera: Regno Unito, Francia, Polonia, Italia, Spagna, Portogallo, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.
La rete comprende oltre 68.900 locker automatici e più di 29.280 punti PUDO, cioè punti di ritiro e consegna.
Nel solo secondo trimestre del 2026 sono stati gestiti dal Gruppo 380,9 milioni di pacchi, con una crescita del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La dimensione del fenomeno emerge ancora meglio guardando al dato annuale: nel 2025 InPost ha gestito 1,4 miliardi di pacchi, il 25% in più rispetto al 2024.
È una crescita che accompagna quella dell’e-commerce, ma che al tempo stesso prova a modificarne l’infrastruttura: non più soltanto consegna a domicilio, ma una rete fisica distribuita sul territorio nella quale il consumatore può scegliere dove e quando ritirare il proprio acquisto.
NAPOLI, IL SIMBOLO DI UNA CRESCITA CHE PARTE DAL SUD
La scelta di Napoli per il locker numero 6.000 assume quindi un significato che va oltre la semplice inaugurazione.
«Scegliere Napoli per il nostro 6.000° locker – il più grande mai installato in tutta Italia – ha un significato profondo», ha spiegato Nicola D’Elia, Managing Director di InPost Italia, sottolineando proprio il ruolo della Campania nello sviluppo del modello di consegna fuori casa.
Il dato del 26% di crescita dei punti di ritiro nei primi otto mesi dell’anno, secondo D’Elia, rappresenta soprattutto il segnale di un cambiamento nelle abitudini quotidiane degli utenti.
Una trasformazione che coinvolge anche le imprese.
In Campania sono infatti oltre 90 le aziende che hanno aderito a InPost SMart, il progetto lanciato nel marzo scorso per sostenere le PMI dell’e-commerce attraverso strumenti logistici, tecnologici e formativi.
La crescita della rete, dunque, non riguarda soltanto il consumatore finale. Coinvolge anche il tessuto imprenditoriale che utilizza l’infrastruttura per rendere più semplice la gestione degli ordini e delle spedizioni.
DAL 2015 A OGGI, LA LOGISTICA CAMBIA VOLTO
InPost è presente in Italia dal 2015 e dal 2021 opera anche come corriere.
In questi anni il modello dei locker e dei punti di ritiro ha progressivamente conquistato spazio all’interno della filiera dell’e-commerce, proponendo un’alternativa alla consegna tradizionale.
Il principio è semplice: portare il pacco dove le persone possono incontrarlo, invece di chiedere necessariamente alle persone di aspettare il pacco a casa.
Dietro questa apparente semplicità c’è una trasformazione logistica molto più ampia, nella quale tecnologia, distribuzione territoriale e nuove abitudini di consumo procedono insieme.
Il traguardo raggiunto a Napoli rappresenta una delle tappe di questo percorso.
Ma racconta anche qualcosa del territorio che lo ospita.
Perché se il locker numero 6.000 è arrivato qui, e se la Campania ha superato quota mille punti di ritiro con una crescita del 26% in un anno, è perché il cambiamento non sta avvenendo soltanto nei grandi mercati europei.
Sta entrando nelle città, nei quartieri e nelle abitudini quotidiane.
E Napoli, questa volta, non è soltanto il luogo scelto per celebrare un record.
È il luogo nel quale quel record prende forma.
Quattordici metri di locker, un murale dedicato alla città e una rete campana che continua a crescere: il pacco che arriva da lontano racconta, sempre di più, anche il modo in cui una città sceglie di vivere il proprio tempo.












