Trump boccia la risposta iraniana: “Totalmente inaccettabile”. Netanyahu alza la tensione: “Il regime può ancora cadere”. Petrolio in rialzo
Nuovo muro contro muro tra Stati Uniti e Iran. Teheran apre alla riapertura dello stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio, ma non offre alcun passo avanti concreto sul programma nucleare. Una risposta che ha provocato l’immediata reazione di Donald Trump.
“Non mi piace la loro risposta, è totalmente inaccettabile”, ha scritto il presidente americano su Truth Social, tornando a minacciare un irrigidimento della linea statunitense. Trump ha inoltre ribadito che Washington continua a monitorare le scorte di uranio arricchito iraniano, aggiungendo che gli Stati Uniti “a un certo punto” potrebbero impadronirsene.
Il mancato accordo ha avuto effetti immediati sui mercati: il petrolio è tornato a correre nelle contrattazioni asiatiche, con rialzi superiori al 3%, alimentati dal timore di una nuova escalation nell’area del Golfo Persico.
Intanto cresce la pressione diplomatica internazionale. Oggi a Bruxelles è in programma la riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea, mentre Francia e Regno Unito guideranno domani un vertice dei ministri della Difesa dedicato proprio alla sicurezza dello stretto di Hormuz, snodo cruciale per gli equilibri energetici mondiali.
Ad alzare ulteriormente la tensione è stato anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu: “Il regime di Teheran può ancora cadere”, ha dichiarato, lasciando intendere che Israele continua a considerare aperto ogni scenario.
La sensazione è che il negoziato sia entrato in una fase estremamente fragile. L’Iran prova a guadagnare margini sul piano strategico e commerciale, ma senza cedere sul dossier nucleare. Washington, invece, considera insufficienti le aperture arrivate da Teheran e torna ad agitare la linea dura.












