Khamenei grida vendetta: c’è Giorgia Meloni nel mirino dell’Iran

di Italia Mele 

L’attenzione mediatica nazionale è tutta concentrata sulla foto della premier Meloni, ritratta in compagnia di altri leader europei, di Trump ed esponenti governativi americani, tutti inseriti in una blacklist del quotidiano “Hamshari” essendo considerati i presunti responsabili della morte di  Ali Khamenei.

Gli 007 italiani stanno cercando di capire chi c’è dietro al quotidiano di Teheran che ha minacciato la premier,

ritenuta “responsabile” insieme agli altri leader occidentali dell’uccisione dell’ex Guida suprema Ali Khamenei al quale è subentrato il figlio Mojtaba.

Mojtaba Khamenei ha giurato “vendetta” per la morte del padre Ali, ucciso in un attacco di Usa e Israele a inizio guerra.

Il quotidiano Hamshari, ha pubblicato una blacklist con i “responsabili” dell’omicidio:

oltre al presidente americano Donald Trump e al premier israeliano Benjamin Netanyahu, compaiono i leader europei, tra cui la premier Giorgia Meloni. In corso le verifiche dell’intelligence italiana per capire chi c’è dietro al quotidiano e se la “lista nera” possa essere considerata il riflesso della posizione ufficiale del regime.

Non si esclude la convocazione dell’ambasciatore iraniano in Italia.

Cos’è il quotidiano “Hamshari” e che ruolo ha

Come sottolinea La Repubblica Hamshari è un quotidiano vicino all’amministrazione comunale di Teheran

e la sua linea editoriale riflette gli orientamenti della giunta cittadina guidata dal sindaco Alireza Zakani, appartenente all’ala più conservatrice del panorama politico iraniano.

Il giornale si rivolge principalmente al segmento più radicale dell’elettorato.

Atteggiamento prudente da Palazzo Chigi

Resta però da chiarire se ci sia qualche collegamento con il regime e se le posizioni del giornale siano effettivamente condivise dai vertici dello Stato iraniano.

Si tratta di un elemento rilevante, che contribuisce a spiegare l’atteggiamento prudente adottato da Palazzo Chigi dopo la minaccia.

Da tempo, infatti, i servizi di intelligence italiani mantengono un canale di dialogo con Teheran ritenuto solido e affidabile.