L’eventuale accordo sul risarcimento con l’ospedale Monaldi non fermerà la battaglia giudiziaria della famiglia di Domenico Caliendo.
A chiarirlo è Patrizia Mercolino, madre del piccolo di due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore fallito, che con un messaggio pubblicato sui social ha voluto mettere fine a un equivoco nato nelle ultime ore. “Il processo penale contro i dottori che inizierà a settembre è una cosa, il processo civile contro il Monaldi è un’altra”, scrive la donna. Parole che segnano un confine netto tra il possibile accordo risarcitorio con la struttura sanitaria e il procedimento penale che vede indagati sette medici.
“In molti hanno confuso l’accordo stragiudiziale con il processo penale», spiega la mamma di Domenico. «Noi continueremo la nostra battaglia affinché la verità venga accertata anche in un’aula di giustizia”. Una posizione ribadita anche dal legale della famiglia, Francesco Petruzzi, che esclude qualsiasi rinuncia ai diritti della famiglia: “Nell’accordo non ci sarà alcuna clausola che impedisca la costituzione di parte civile nel procedimento penale”.
L’inchiesta
L’inchiesta della Procura di Napoli prosegue infatti senza soste. I magistrati continuano a fare luce sulla drammatica vicenda che ha portato alla morte del piccolo Domenico, mentre il processo penale punta ad accertare eventuali responsabilità individuali dei sanitari coinvolti.
La strada del dialogo
Dietro l’ipotesi di un’intesa c’è un lavoro silenzioso portato avanti nelle ultime settimane dal Comitato di valutazione sinistri dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. Ogni passaggio è stato condiviso con la difesa della famiglia, che non ha mai escluso una soluzione conciliativa sul piano civile. “Non abbiamo mai avuto astio nei confronti dell’ospedale”, ha spiegato Patrizia Mercolino, distinguendo ancora una volta la posizione della struttura da quella dei singoli medici sotto indagine.
L’accordo, se sarà formalizzato nei prossimi giorni, consentirebbe di chiudere la partita risarcitoria evitando un lungo e doloroso processo civile. Ma per Antonio Caliendo e Patrizia Mercolino la ricerca della verità resta una priorità.












