di Oscar De Simone
Il degrado non è solo dell’asfalto lesionato e dei palazzoni fatiscenti che raccontano del grigiore di un deserto di cemento. Anche gli animi di chi vive in zona sembrano piegati alla rassegnazione di ciò che sembra difficile ottenere: pace, leggerezza e serenità. Non sembra essere possibile, almeno per ora, al rione Conocoal di Ponticelli, una delle aree più difficili e pericolose della città di Napoli. Un quartiere in cui i clan continuano a farla da padroni e dove le armi continuano a mietere vittime. Jlenia è solo l’ultima che si registra in zona ma non si deve andare neanche così tanto indietro nel tempo per risalire ad un altro omicidio. Il 25enne Antonio De Cristofano venne ferito mortalmente, lo scorso Maggio, proprio al Conocal e deceduto poco dopo nell’ospedale Villa Betania. In quel caso però, gli investigatori descrissero una realtà criminale vicina al clan Aprea e che sembra lontana dal delitto di ieri pomeriggio. Oggi sono i clan a dettare le regole della vita e della morte in zona. La bandiera che sembra ancora sventolare su quei palazzoni è quella del clan D’Amico: gruppo che iniziò a farsi conoscere in ambito criminale in quanto braccio armato del clan Sarno negli anni 80. Un clan che negli anni, soprattutto quelli più recenti, ha anche messo su un vero e proprio commercio rispetto all’occupazione abusiva degli alloggi con cui taglieggia i residenti: 20mila euro per non essere sbattuti fuori di casa. Ma ci sono problemi da qualche tempo a questa parte. I D’Amico infatti, sarebbero in difficoltà, messi sotto pressione dall’azione di un altro clan, quello dei De Micco – De Martino che pure ha le case popolari come business malavitoso. Quest’ultimo clan, legato ai Mazzarella sua espressione sul territorio ad est di Napoli. I blitz sono scattati numerosi e gli arresti ci sono stati ma la situazione non cambia, almeno per ora. E allora? Una delle ultime iniziative messe in campo è stata quella della zona rossa con tanto di intensificazione di controlli e “divieto di stazionamento nelle zone per i soggetti che assumono atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti e risultino già destinatari di segnalazioni all’Autorità Giudiziaria per reati in materia di stupefacenti, reati contro la persona, reati predatori, invasioni di terreni o edifici, detenzione abusiva di armi, porto abusivo di armi, porto di armi e/o oggetti atti ad offendere”. Inoltre, il prefetto Michele Di Bari, ha anche preso parte a Tavoli di Osservazione della locale miunicipalità, coinvolgendo istituzioni, scuole e associazioni di volontariato ma, come detto, tutto cambia per rimanere uguale. Il sangue bagna ancora quell’asfalto grigio e desolato che esattamente come ieri sera, ha raccontato dell’ennesima tragedia e dell’ennesima vita spezzata del rione Conocal











